“Dai giornali”, press review del 26 giugno 20

INTERNI

Linate. Alitalia spinge per la riapertura ma la società di gestione si rifiuta perché non conviene. Un colpo durissimo sia per Alitalia sia per il turismo. La palla passa al ministro De Micheli (Livini su Rep)

A pensar male. Tante volte Renzi ha messo un veto su Emiliano perché il governatore pugliese testimoniò al processo Consip? (Lillo sul Ft)

Certi amori. In Campania tutto scorre ma una cosa resterà immutabile: l’odio fra Bassolino e De Luca (Rodano sul Ft)

Svolta della Lega. Bagnai, il nuovo responsabile economico della Lega, è il principe dei no euro. Da anni annuncia “l’imminente” crollo dell’euro. Evoca la morte di chi lo critica e ha invitato sobriamente Christine Lagarde a prostituirsi (Capone sul Fg)

Crack reputazionale. Renzi, pur essendo fra i politici più presenti sul web, è l’unico con un punteggio reputazionale negativo. Il giudizio è così diffuso che si è oramai cristallizzato a prescindere da quello che dice (Barchesi su Prima Comunicazione)

ECONOMIA

Ponte Stretto di Messina. Gualtieri, rispondendo ad un question time alla Camera: il governo sta valutando l’utilizzo dei fondi Ue per la costruzione del ponte (Pira su MF)

Banda larga. Elisabetta Ripa, ad di Open Fiber, non le manda a dire: “Avviare ora una fusione con Tim bloccherebbe attività e investimenti. La rete unica nel breve e nel medio periodo non aiuterebbe il Paese”. Sulla duplicazione degli investimenti: “Il problema si risolve con un soggetto che offre servizi di connettività agli operatori e non ai clienti finali”. Sulle accuse di Beppe Grillo: “Lui dice che non sono all’altezza? È stato male informato…”. (int. sul Msg)

Flop reddito di cittadinanza. Il Procuratore Generale della Corte dei Conti: “Solo 40 mila beneficiari del reddito di cittadinanza su 2 milioni hanno ottenuto un posto di lavoro”. In pratica il 2%. E comunque quello è il tasso naturale di ingresso nel mondo del lavoro: lo avrebbero trovato anche senza navigator. (Foglio)

Ungheria. L’avvocato generale dell’Ue: l’Ungheria viola tre direttive Ue: procedura d’asilo, accoglienza e rimpatri (Del Re su Avv)

Scontro nei cieli. La Commissione da l’ok al piano di salvataggio di 9 miliardi di Lufthansa. Ryanair annuncia un ricorso: quei soldi non servono per evitare il crack ma per battere la concorrenza (Carosielli su MF)

ESTERI

Serbia. Alle elezioni politiche ha stravinto Alexandar Vucic, leader di una formazione liberticida, autoritaria, populista e di destra. Tratta con Mosca, Pechino, Bruxelles e Washington sapendo che la Serbia è strategica per tutti (Riva su Rep)

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