Rivendicazioni. Domani in Piazza a Roma i lavoratori di arte e spettacolo

A Roma sabato 27 giugno, dalle ore 14 alle ore 18 a piazza Santi Apostoli, manifestazione nazionale Spettacolo e Cultura, indetta da lavoratrici e lavoratori dello spettacolo, delle arti e della cultura, associazioni, realtà, imprese dello spettacolo e della cultura riuniti in coordinamenti territoriali e settoriali. Il documento di rivendicazione è stato redatto attraverso un tavolo di lavoro telematico che è stato nominato ‘Tavolo Emergenza’.

Lavoratrici e lavoratori chiedono: l’immediata attivazione di un reddito di continuità che traghetti il comparto culturale fino alla ripresa piena dei singoli settori; un tavolo di confronto tecnico-istituzionale permanente fra gli stessi lavoratori auto-organizzati e i sindacati, il Governo, le istituzioni, che possa avviare radicali riforme legislative in tema di spettacolo, arte e cultura.

E ancora: “Dopo aver inviato, il 19 maggio scorso il Documento Emergenza alle Istituzioni chiedendo di essere ricevuti con urgenza entro il 30 maggio, dopo essere scesi in piazza in più di 15 città italiane il suddetto giorno, dopo aver dato vita allo stato di agitazione permanente, non avendo avuto risposta dal Governo e dai ministeri noi lavoratrici e lavoratori abbiamo indetto una grande manifestazione nazionale con l’appoggio della società civile tutta”.

A trovarsi in piazza Santi Apostoli non saranno infatti solo lavoratrici e lavoratori, professioniste e professionisti, artisti, attori, tecnici, maestranze, impiegati, creativi, musicisti, stagehands, danzatori e tutte quelle figure professionali impiegate nel settore ma sarà anche l’occasione per raccogliere la solidarietà di tutta la società civile, in particolare del mondo del precariato e del sommerso.

La cultura d’altronde è un bisogno sociale fondamentale che riguarda tutti noi – spiegano i professionisti dello spettacolo e della cultura Emergenza continua – È arrivato il momento di ricostruire insieme e dal basso un modello stabile che passi attraverso il riconoscimento giuridico dei diritti delle lavoratrici e dei lavoratori della cultura, dell’arte e dello spettacolo; un modello che possa attuare definitivamente l’art. 9 della Costituzione e garantire un accesso equo alla cultura per tutta la società civile. Un modello senza il quale è impossibile ripartire“.

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