Dalla proroga della sospensione degli sfratti, a un bonus per il personale sanitario che in questo periodo di emergenza ha lavorato nelle terapie intensive; passando per il rifinanziamento del Fondo per il ristoro delle vittime di violenza sessuale e di femminicidio e per l’assunzione dei precari della sanità.

Sono alcune delle modifiche approvate dalla commissione Bilancio al dl Rilancio, nel corso della giornata di ieri, in circa tre ore di votazioni, dalle 16 alle 19. Per quanto riguarda lo stop degli sfratti, un emendamento di Leu ha prorogato la sospensione dal 1° settembre al 31 dicembre 2020. Un emendamento Pd ha rifinanziato con 3 milioni per il 2020 il Fondo per il ristoro alle vittime dei reati di violenza sessuale e di femminicidio. La gran parte degli emendamenti approvati riguarda la sanità. Un emendamento Pd ha previsto, a partire dal 2021, un accantonamento di 20 milioni a valere sulle disponibilità finanziarie ordinarie destinate al fabbisogno sanitario standard nazionale, “al fine di attivare ulteriori borse di studio per i medici che partecipano ai corsi di formazione specifica in medicina generale, nonché di concorrere al finanziamento delle spese di organizzazione dei corsi di formazione specifica di medicina generale”. Una serie di emendamenti bipartisan hanno aperto una nuova finestra per l’assunzione dei precari della sanità. Nello specifico è stata prevista l’assunzione a tempo indeterminato dei precari della sanità pubblica che abbiano maturato dal 31 dicembre 2020 almeno tre anni di servizio, anche non continuativi, negli ultimi otto anni.

Un emendamento della Lega ha previsto la possibilità, in capo alle singole regioni, di riconoscere al personale sanitario un premio, commisurato al servizio effettivamente prestato nel corso dello stato di emergenza, di importo non superiore a 2.000 euro lordi. Due identici emendamenti, del Pd e del Movimento 5 stelle, hanno previsto la costituzione di reti di laboratori di microbiologia per la diagnosi di infezione da Covid-19. I laboratori che entreranno a far parte della rete hanno l’obbligo di trasmettere i referti positivi dei test per Covid alle regioni, che a loro volta dovranno trasmetterle all’Istituto superiore di sanità. Altri due emendamenti M5s-Pd hanno previsto la possibilità, per le aziende e gli enti del Servizio sanitario nazionale a supporto delle unità speciali di continuità assistenziale, di conferire fino al 31 dicembre 2021 incarichi di lavoro autonomo, anche di collaborazione coordinata e continuativa, a soggetti appartenenti alla categoria professionale degli psicologi, in numero non superiore a uno psicologo per due unità e per un monte ore settimanale massimo di ventiquattro ore.

Un emendamento Pd ha previsto la sperimentazione, per il biennio 2020-2021, di strutture di prossimità per la promozione della salute e per la prevenzione, nonché per la presa in carico e la riabilitazione delle categorie di persone più fragili. Da Leu è arrivato invece l’emendamento per permettere agli enti e alle aziende del Servizio sanitario nazionale di avviare procedure selettive per l’assunzione di personale a tempo indeterminato per le categorie A, B, BS e C. Un emendamento della Lega approvato ha previsto, invece, che i crediti formativi del triennio 2020-2022 attraverso l’attività di formazione continua in medicina, “si intendono già maturati in ragione di un terzo per tutti i professionisti sanitari di cui alla legge 11 gennaio 2018, n.3, che hanno continuato a svolgere la propria attività professionale nel periodo dell’emergenza derivante dal Covid-19”. Una proposta M5s ha istituito la scuola di specializzazione in medicina e cure palliative. Una serie di proposte emendative bipartisan hanno esteso la possibilità di essere ammessi alle procedure concorsuali per l’accesso alla dirigenza del ruolo sanitario anche agli odontoiatri, i biologi, i chimici, i farmacisti, i fisici e gli psicologi a partire dal terzo anno del corso di formazione specialistica.

Per quanto riguarda il settore farmaceutico, un emendamento approvato ha previsto che, dal 1° ottobre 2020, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano possono provvedere a distribuire, nell’ambito dei limiti della spesa farmaceutica programmata, i medicinali ordinariamente distribuiti direttamente dalle aziende sanitarie pubbliche, secondo condizioni, modalità di remunerazione e criteri stabiliti, senza nuovi o maggiori oneri a carico del Servizio sanitario nazionale, stabiliti con un decreto del ministro della Salute, di concerto con il ministro dell’Economia, previa intesa in sede di Conferenza Stato-Regioni, sentite le organizzazioni maggiormente rappresentative delle farmacie e gli ordini professionali. Per quanto riguarda i medicinali classificati in fascia A soggetti a prescrizione medica limitativa ripetibile e non ripetibile (RRL e RNRL), un emendamento conferisce all’Aifa la possibilità di individuarne un elenco per cui ritenga che le funzioni di appropriatezza e controllo dei profili di sicurezza possano essere svolte attraverso Piani terapeutici.

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