Semplificazione. Per il presidente Ance Buia solo 5 partecipanti alle gare non costituiscono trasparenza

“Ci sono alcuni segnali che vanno incontro alle nostre richieste, come la volontà di riperimetrare il danno erariale e l’efficientamento della Pubblica amministrazione, che è strategico perché ogni svolta economica, ogni cambiamento del Paese annunciato da un Governo ha bisogno poi di una Pa in grado di attuarlo. Ma ci sono ancora nodi irrisolti o non affrontati come noi da tempo sollecitiamo, come la riduzione a soli 5 operatori che ci lascia molto perplessi. Bisogna garantire la possibilità a più imprese di partecipare a una gara per garantire i necessari criteri di trasparenza”. Questo il parere del presidente dei costruttori dell’Ance Gabriele Buia sulla bozza del decreto semplificazioni, che, in un’intervista al Mattino, sottolinea come “i ritardi nell’opera pubblica non si manifestano nella fase iniziale dell’appalto. Non sono i tempi della gara che impediscono o ritardano l’apertura dei cantieri”. “Purtroppo non ho ancora letto un rigo sulla semplificazione a monte delle opere previste dai Contratti di programma di Anas e Rete ferroviaria italiana che da soli valgono 34 miliardi di euro – prosegue Buia -. Sbloccarle vuol dire davvero rilanciare l’intera filiera dell’edilizia. Speriamo che nelle prossime ore si possa leggere un documento più corposo”.

Quanto al superamento dei bandi, prosegue Buia, “è giusto che sia la Pubblica amministrazione a intervenire per impedire che la trafila dei ricorsi blocchi tutto. L’aggiudicazione diretta, nel caso in cui il Tar non conceda la sospensiva, l’abbiamo chiesta noi. Così si aprono i cantieri e il funzionario pubblico non è più ‘aggredibile’ dalla Corte dei Conti per abuso d’ufficio”. “Vogliamo norme semplici, chiare e trasparenti – conclude -, che diano alle imprese la possibilità di operare senza dover ricorrere ogni volta a dei giuristi. Mi piacerebbe poter vedere i poteri concessi a un commissario nell’ordinarietà del Codice, che va semplificato e non stravolto: se ne facessimo a meno oggi, ci sarebbe un blocco ulteriore della macchina pubblica. Chiederò al Governo di non creare una limitazione alla concorrenza, come invece è previsto dalle norme che abbiamo letto nella bozza”.

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