Il Centrodestra scalda Piazza del Popolo. Salvini: “Mi fido del Cavaliere”

Un mare di vessilli tricolore, dovutamente distanziati, sotto il sole di Roma che fa bollire i sampietrini di piazza del Popolo prima di una passeggera pioggia estiva. Di tanto in tanto, forse, ci si avvicina un pó troppo. Ma è poca cosa rispetto alla precedente iniziativa del centrodestra, il 2 giugno scorso, finito tra selfie, mascherine abbassate e un mare di polemiche. Forza Italia, Fratelli d’Italia e Lega: uniti nella contrarietà al Governo. Con cui si confronteranno, certo. Ma a patto di veder presto provvedimenti concreti. Tajani, Meloni e Salvini: i tre protagonisti delle opposizioni si alternano sul palco mentre la giornalista Maria Giovanna Maglie a fare d maestro di cerimonia. “Siamo tre partiti differenti, ma poi sappiamo fare sintesi – dice il vicepresidente – la maggioranza di governo sta ancora cercando i candidati per le Regionali, i nostri già fanno campagna elettorale”.

In effetti, la parola d’ordine è vincere le consultazioni del prossimo settembre, in modo da mostrare “la vera maggioranza che c’è in Italia”, sottolinea Maglie. In effetti, a dar credito ai sondaggi, appare probabile che il centrodestra possa facilmente imporsi su 4-5 delle 7 Regioni che andranno al voto, se non più.Il pubblico di Piazza del Popolo è seduto e ordinato. Certo, c’è qualche sedia vuota. Ma il colpo d’occhio, quando le bandiere sventolano, è imponente.

“Loro sono il Palazzo, noi dall’altra parte, in mezzo alla gente”, tuona la leader di FdI, che si dice sicura della vittoria alle Regioni. A quel punto, “se questi signori rimarranno incollati alle poltrone, incuranti di quello che le persone che vogliono, scenderemo a ottobre con 2 milioni di persone e non con una piazza contingentata”, avverte. L’ultimo a parlare è Matteo Salvini, che continua ad accarezzare il sogno di un crollo della maggioranza giallo-rossa, con la possibilità di varcare presto il portone di palazzo Chigi da presidente del Consiglio. Oltre al cavallo di battaglia della Flat Tax (“siamo sempre pronti a votare l’abbassamento delle tasse”), Salvini punta su “un’Italia federale e presidenziale, con un presidente eletto direttamente dai cittadini”, come recentemente auspicato anche dal leader di Iv Matteo Renzi.

Apre con un pensiero alla festa d’Indipendenza Usa: il leader del Carroccio manda gli auguri e pronuncia la frase ‘All lives matter’, spesso contrapposta a quel ‘Black lives matter’ usata nelle manifestazioni anti-razziste americane. Quindi l’attenzione va su Pechino che reprime le rivolte di Hong Kong: “Sull’infame regime comunista cinese, solo silenzio”, tuona Salvini. Poi si passa ai toni di battaglia, tanto sul fronte giudiziario (l’appuntamento è per il 3 ottobre, quando il Tribunale di Catania lo sentirà sul caso Gregoretti) quanto su quello politico (la Roma di Virginia Raggi viene presa ad esempio delle amministrazioni locali da cambiare).

Sul palco, nessuno dei leader spende una parola sul Mes: si sa che Lega e FdI sono strenuamente contrarie, gli azzurri non avrebbero problemi a dare via libera. Nella piazza, interrogato dai giornalisti, il vicepresidente di Forza Italia ribatte sostenendo che in realtà il governo rischierebbe di cadere proprio perché “FI ha una posizione molto chiara, che mette in difficoltà il governo Conte”. Insomma, la via maestra sono le elezioni. I cronisti passano da Salvini, gli chiedono se si fida di Berlusconi: “Totalmente”, la sua stringatissima risposta.

                        Matteo Bosco Bortolaso

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