Ambiente. Per Rutelli l’Italia ha mancato tutti gli obiettivi degli ultimi anni

C’è una crisi ecologica mondiale i cui tempi sono incompatibili con quelli della politica, sempre più immediati“.

Parole di Francesco Rutelli, convinto ambientalista già da radicale, poi coordinatore e capogruppo dei Verdi, sindaco di Roma, fondatore del Pd in una lunga intervsita a Repubblica sottolineando che sul piano globale negli ultimi anni abbiamo mancato tutti gli obiettivi di salvataggio del pianeta. E il tempo di invertire la rotta è adesso. Anzi, era ieri.

La politica ha tempi immediati perché cerca un consenso fine a se stesso? Un consenso di cui non si vuole far nulla, a parte accrescerlo. Il tema climatico – evidenzia Rutelli – invece si assesta su un tempo medio. Non vederlo, non affrontarlo, esaspera anche il conflitto intergenerazionale“. “L’unico modo per ribaltare tutto – prosegue – è che ad agire siano le nuove generazioni per un diritto che hanno: non ereditare un pianeta marcio e non salvabile“.

La crisi climatica sta diventando irreversibile e dobbiamo entrare nell’ordine di idee di investire sull’adattamento ai cambiamenti, non potendoli più fermare. Occorre veramente una rivoluzione culturale, economica, energetica, produttiva. E non deve essere punitiva. L’unico modo per portare a un risultato è dimostrare che da questo grande cammino vengono e verranno molti benefici in termini di lavoro, vivibilità, turismo che funziona, incrocio virtuoso con le nuove tecnologie“.

Secondo Rutellile soluzioni ci sono, si trovano in due minuti se si vuole. Due anni per riconvertire la produzione in materiale sostenibile e poi via. Il rischio del Covid è che se da una parte ha fatto diminuire le emissioni, dall’altra – pur di ripartire – si farà molta meno attenzione alla sostenibilità. E invece deve essere il contrario“. Per l’ex leader della Margherita quello che servirebbe in Italia è un processo più simile a quello tedesco che a quello francese, dove Macron ha anche pagato le dimissioni di una personalità dell’ambientalismo come Nicolas Hulot. I verdi tedeschi sono non solo espressione di un pensiero, ma anche la prova di un compromesso molto razionale tra le posizioni riformiste e quelle radicali. E hanno sempre saputo tenere un punto di sintesi. Sono quelli che vanno alla Siemens a spiegare che i grandi investimenti tedeschi devono spingere su energie rinnovabili, ciclo delle acque, ciclo dei rifiuti. Hanno messo le mani dentro la cabina di regia delle politiche economiche“.

Il Covid ha ucciso l’effetto Greta, quello che ha riempito le piazze di giovanissimi in nome del clima, oppure no?Ogni movimento aggregativo e sociale – sottolinea ancora Rutelli – ha dovuto segnare il passo, ma la grandezza dei Fridays for Future è stata far capire che le grandi sfide dell’ambiente non hanno confini. Com’ è accaduto con l’esplosione dell’impianto nucleare di Chernobyl, quando si toccò il punto più alto del consenso ai Verdi in Italia. Quello che succede oggi alla calotta artica riguarda tutti. Allo stesso modo il Covid ha dimostrato che a cose come le pandemie non puoi mettere barriere. Questo mi dà la speranza che ci sia un ‘salto di specie’ del movimento green. La cosa che è mancata finora è stato declinare questa analisi obiettiva con indicazioni di cose da fare“. “Serve un piano per i prossimi 10 anni indicando quanti posti di lavoro si creano ogni anno, come si migliora il trasporto delle nostre città, come si ristruttura l’approvvigionamento energetico, come si riorganizzano interi comparti produttivi, i consumi. La sostenibilità produttiva, come sanno bene le grandi aziende della moda e del design – conclude Rutelli, oggi presidente dell’Anica serve anche a vincere sui mercati internazionali perché c’è una generazione nuova attenta alle scelte che fa. E poi quanto gioverebbe un piano di turismo diffuso. Tutto questo non può essere il sedicesimo punto del programma di un partito, deve essere lo schema dentro cui giocano le forze di una democrazia moderna“.

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