“Dai giornali”, press review del 7 luglio 2020

INTERNI

Trova le differenze. In Francia Macron in una settimana ha cambiato capo di governo e buona parte dei ministri, in Italia i ministri sono prigionieri di una situazione politica che non consente alternative. Liti continue nell’esecutivo, in Parlamento, fra i capidelegazione e perfino negli stessi gruppi. La cifra della situazione è il litigio nell’esecutivo su come erogare gli incentivi per le biciclette (Conti sul Msg)

Distonia. Marcucci sfida Zingaretti e Franceschini: “Se Pd e M5s non trovano un accordo alle regionali non cascherà il mondo” (int. sul Cds)

Mazziato. Gori è 100% berlusconiano, cioè renziano, ma resta nel Pd perchè è l’unico partito scalabile (Travaglio manganella il sindaco di Bergamo)

A pensar male. Il capo comunicazione di Bonaccini è Marco Agnoletti, l’ex addetto stampa di Renzi… (Fg)

ECONOMIA

Stop and go. Il Dl Rilancio è un provvedimento tardo e parziale. Si limita a misure risarcitorie e assistenzialistiche. Era quello che ci aspettavamo ma forse è già tanto (Il Giornale).

Ponte sullo Stretto. La decisione del governo Conte di rimettere in moto da zero il progetto del Ponte sullo Stretto di Messina non può non tener conto del contenzioso aperto dal general contractor del vecchio progetto, Eurolink (guidata da Impregilo). Un contenzioso da 800 mln contro Società Stretto di Messina, Presidenza del Consiglio e il Ministero dei Trasporti (Sole)

UE

Francia. Macron sposta a destra l’equilibrio della lista dei ministri in funzione di quella che immagina sarà la geografia elettorale nel 2022. Essendoci il doppio turno l’unica sua speranza è che verdi e socialisti non si alleino e che quindi al secondo turno lui sia l’unico argine alle destra anti-Ue (Bonanni su Rep)

Fine delle illusioni. Con la Turchia bisogna trattare come dimostra la visita ad Ankara dell’Alto Rappresentante, Josep Borrell. Erdogan vuole trasformare la Turchia in un faro per i Paesi islamici. La difesa dei palestinesi, il sostegno ai Fratelli musulmani in Egitto e la vittoria in Libia stanno consacrando la Turchia come potenza economica, politica e culturale (Bongiorni sul Sole)

Croazia. Vittoria a sorpresa del centrodestra del premier uscente Plenkovic (Briganti sul Man)

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