Intervento diretto turco in Libia?

Secondo quanto riportato dall’emittente televisiva Al Arabiya, la Turchia avrebbe ricevuto dal Governo di accordo nazionale libico un mandato per la difesa di Tripoli.

L’accordo sarebbe stato raggiunto venerdì 3 luglio nel corso della visita a Tripoli del ministro della Difesa turco, Hulusi Akar, e del Capo di stato maggiore delle forze armate turche, Yaşar Güler. Secondo le fonti, ad Ankara è stato concesso di intervenire direttamente nel conflitto e di costruire una base militare in Libia, mentre consiglieri e funzionari avrebbero garantita l’immunità giudiziaria.

Permessa, inoltre, l’istituzione di forze per la protezione degli interessi turchi nel Paese. Nel frattempo, sullo sfondo delle crescenti tensioni tra Parigi ed Ankara attorno alla questione libica, la Francia ha sospeso il suo ruolo nella missione NATO “Sea Guardian” nel Mediterraneo.

 

ISRAELE: ANNESSIONE WEST BANK POSTICIPATA

Benjamin Netanyahu è in crescita nei sondaggi, mentre Benny Gantz precipita.

Nonostante questo, l’annessione del 30% della West Bank, prevista per il 1 luglio, è stata posticipata.

Molte le ragioni: Tel Aviv è impegnata contro nuovi focolai di Coronavirus, che han fatto includere Israele nella lista rossa dei paesi bannati dall’Europa.

Ma anche, osserva Foreign Policy, la venuta a mancare di due supporti fondamentali: la Casa Bianca e i leader dei coloni ebrei, entrambi più preoccupati dalle ripercussioni che entusiasti dell’annessione in sè.

Infine, l’opposizione al piano da parte dei leader internazionali, a cui si è aggiunto il primo Ministro britannico Boris Johnson. 

 

MOSCA, TEHERAN E ANKARA DISCUTONO DI SIRIA

Lo scorso 1 luglio, i presidenti di Iran, Russia e Turchia hanno condotto una videoconferenza dedicata alla situazione in Siria. Hassan Rouhani, Vladimir Putin e Recep Erdogan hanno ribadito il loro impegno nella lotta al terrorismo e nella salvaguardia della sovranità, indipendenza, unità e integrità territoriale della Repubblica Araba.

Hanno condannato l’occupazione e lo sfruttamento illegale dei giacimenti petroliferi nel Nord-Est della Siria e respinto tutte le sanzioni unilaterali contrarie al diritto internazionale, al diritto internazionale umanitario e alla Carta dell’Onu.

Infine, hanno confermato la necessità di rispettare le risoluzioni dell’Onu contro l’occupazione delle alture del Golan e definito gli attacchi militari di Israele sulla Siria “destabilizzanti” e fonte di un aumento della tensione nella regione.

Il prossimo trilaterale sulla Siria si svolgerà, non appena sarà possibile, in Iran.

 

SOMALIA: DI NUOVO ATTACCHI TERRORISTICI

La Somalia di nuovo sotto attacco da parte di Al- Shabaab.

L’organizzazione terroristica affiliata ad Al Qaeda ed Isis ha infatti fatto scoppiare un’autobomba nei pressi di un ristorante di Baidoa, nel sud del paese, sabato 4 luglio, provocando la morte di 6 persone.

Inoltre, un attacco suicida nel porto della capitale di Mogadiscio – un veicolo schiantatosi contro il muro – ha provocato 7 feriti. Il governo centrale, supportato dall’Onu, da più di 10 anni cerca di contrastare i jihadisti di Al-Shabaab, che ancora hanno il controllo di porzioni del paese.

 

 

SICUREZZA NAZIONALE: ANCHE HONK KONG HA LA SUA LEGGE

Dal 30 giugno scorso, anche Hong Kong ha una sua legge sulla sicurezza nazionale.

Cuba e altri 52 Paesi hanno espresso il loro supporto alla normativa durante la 44a sessione del Consiglio per i Diritti Umani dell’Onu.

Il Regno Unito, invece, ha rilasciato una dichiarazione congiunta a nome dei 27 Paesi contrari, in cui ha messo in guardia sui rischi di violazione della Legge fondamentale di Hong Kong e del principio “un Paese, due sistemi”.

Entrambi imposti dalla stessa Londra alla sua colonia con la firma della Dichiarazione congiunta sino-britannica del 1984.

Coronavirus inglese: chi riapre e chi richiude

Riaprono i pub in Inghilterra e Irlanda del Nord.

Il rituale sociale preferito dagli inglesi ha ripreso sabato 4 luglio, assieme a ristoranti, parrucchieri, cinema e luoghi di culto.

Scozia e Galles riapriranno più avanti. Stilata inoltre una lista di 50 paesi – inclusa l’Italia – in cui sarà possibile andare in vacanza senza quarantena al ritorno.

Intanto pero’ si riaccende un focolaio di infezioni nella città di Leicester, nelle Midlands, che ha spinto le autorità a decidere per un “lockdown” locale.

Il primo Ministro Johnson ha riferito che i lockdown locali potrebbero essere adottati in futuro come “ultima spiaggia”, alternativa al lockdown dell’intero paese.

 

INDIA: SCIOPERI CONTRO LE PRIVATIZZAZIONI

Tre giorni di sciopero in India, a partire da giovedì 2 luglio, in segno di protesta contro il piano del governo Modi per la privatizzazione del settore del carbone.

Hanno aderito allo sciopero più di mezzo milione di minatori.

MARO’, L’AJA DECIDE: IL PROCESSO ALL’ITALIA

il 2 luglio l’arbitrato internazionale del Tribunale dell’Aja, con 3 voti contro 2, ha stabilito che Massimiliano Latorre e Salvatore Girone devono essere processati in Italia.

I due marò si trovavano nel 2012 a bordo della petroliera Enrica Lexie al largo del Kerala, quando furono coinvolti nell’uccisione di due pescatori indiani del peschereccio St. Antony, scambiati per pirati.

Principale oggetto di contestazione, la posizione della nave: secondo il governo italiano, si trovava in acque internazionali, mentre per il Maritime Rescue Center di Mumbai si trovava in acque territoriali indiane.

Le autorità indiane confermano che seguirà un incontro con gli omologhi italiani per stabilire un risarcimento.

 

News a cura di Giulia Zanette e Leni Remedios per Andromeda Project News (Youtube channel)

video editing Nicola Alberi

in collaborazione per la sezione esteri per ecodaipalazzi.it

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