M5S, vale ancora la regola dei due mandati?

La propaganda sull’identità del M5S si è basata su una visione della politica “come servizio alla comunità, non come professione”. All’inizio della seconda e ultima giornata de ‘Le Olimpiadi delle idee’, kermesse virtuale organizzata dall’Associazione Rousseau, Davide Casaleggio lancia un messaggio a chi da mesi chiede con insistenza di mandare in soffitta la regola dei due mandati, che allo stato attuale impedirebbe alla stragrande maggioranza degli eletti di ripresentarsi alle prossime elezioni.

E snocciolando i risultati di un sondaggio interno – contestatissimo dalla truppa parlamentare, che si sente scavalcata dalla no profit a capo della piattaforma web del M5S – il figlio del cofondatore del Movimento rimarca come il ‘no’ ai politici di professione rappresenti uno dei valori identitari per la costruzione della futura classe dirigente grillina. Ma il dibattito resta aperto, nonostante la contrarietà di Casaleggio – custode delle regole e delle chiavi del sistema operativo M5S – a modificare uno degli ultimi tabu rimasti in piedi.

E così, nei conciliaboli di questi giorni, si ragiona su come ovviare al ‘grande problema’ che rischia di decimare lo stato maggiore grillino. Tra le ipotesi, apprende l’Adnkronos, una sorta di clausola salva-competenze. In buona sostanza, il tetto dei due mandati rimarrebbe, ma agli iscritti verrebbe data la possibilità di ‘premiare’ con una nuova candidatura chi ha maturato una certa esperienza a livello parlamentare e di governo. Per ora si tratta solo di pourparler, interlocuzioni informali. Ma l’idea viene accarezzata anche da esponenti di peso del Movimento e potrebbe in futuro planare sul tavolo della discussione.

Criticata da molti parlamentari – che lamentano un mancato coinvolgimento delle Commissioni e sottolineano, nelle chat interne, la scarsa partecipazione virtuale alle dirette – la kermesse ‘Le Olimpiadi delle idee‘ ha visto la partecipazione, tra gli altri, dei ministri Luigi Di Maio, Nunzia Catalfo, Paola Pisano, Fabiana Dadone, Lucia Azzolina, dei vice di Mise e Mef Stefano Buffagni e Laura Castelli e di altri big del Movimento, dal capo politico Vito Crimi a Paola Taverna, passando per Danilo Toninelli e Alessandro Di Battista, il quale ha partecipato al panel sulle ‘Idee ribelli’ presentando il suo progetto per l’istituzione di un servizio ambientale.

Spazio anche ai sindaci di Torino e Roma, Chiara Appendino e Virginia Raggi, che non hanno ancora sciolto la riserva su una loro possibile ricandidatura alla guida delle due città conquistate nel 2016. Una partita a cui tutto il M5S – specialmente la truppa parlamentare – guarda con molto interesse, perché il destino della regole dei due mandati passa anche da qui.

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