Russiagate – UK: nulla di nuovo sotto il sole

L’atteso rapporto sulle interferenze russe in Gran Bretagna, redatto dalla Commissione parlamentare sull’Intelligence e sulla sicurezza, è stato finalmente reso pubblico martedì 21 luglio.

L’accusa principale, largamente anticipata dai media, è che il governo britannico abbia “malamente sottostimato” tali interferenze, relative in particolare al referendum del 2016 sulla Brexit, ma non solo.

Eppure, come osservano diversi analisti, le prove tanto attese non ci sono.

Le autorità russe hanno dismesso la faccenda come ennesimo episodio di “Russofobia”.

La commissione, definita “indipendente”, si è avvalsa per le fonti della consultazione di Chris Donnelly, ex consigliere Nato e direttore del programma Integrity Initiative, e di Christopher Steele, ex agente MI6 che redasse il rapporto mirato ad inchiodare Donald Trump sul Russiagate. Seguirà un approfondimento su ecodaipalazzi.it

CINA E ASIA CENTRALE INSIEME CONTRO LE SFIDE COMUNI

Repubblica Popolare Cinese e Paesi dell’Asia centrale stanno creando un meccanismo di interazione permanente a livello di ministri degli Esteri.

Lo ha annunciato il capo della diplomazia cinese, Wang Yi, al termine di una videoconferenza con gli omologhi di Kazakistan, Kirghizistan, Tagikistan, Turkmenistan e Uzbekistan.

Tra i temi dell’incontro, oltre al Covid-19, anche scambi commerciali e sistemi di trasporto, economia digitale, sicurezza alimentare, lotta al terrorismo e al separatismo e processo di pace in Afghanistan.

Intanto il Segretario di Stato Usa, Mike Pompeo, ha esortato la comunità internazionale a creare un’alleanza in chiave anti-cinese, mentre evolve, sullo sfondo, una “guerra diplomatica” simile a quella del 2017 tra Usa e Russia.

GUYANA: STALLO POLITICO…E PETROLIFERO

A quattro mesi dalle elezioni, la Guyana occidentale, ex colonia britannica, non ha ancora un governo ed il rischio di una guerra civile si avvicina.

Il presidente in carica, David Granger, venne dato inizialmente per vincitore, ma un riconteggio seguito alle accuse di brogli ha rivelato l’opposizione del Partito Popolare Progressista come vero vincitore.

Eppure Granger non si dimette, denunciando a sua volta irregolarità nei riconteggi.

Tema principale della campagna elettorale è stata la scoperta di nuovi giacimenti petroliferi al largo delle coste, dove è già presente la statunitense Exxon.

La scoperta potrebbe proiettare il paese fra i primi 10 maggiori produttori di petrolio, assieme al confinante Venezuela.

p.s. secondo me, ad un certo punto del montaggio, ci sta bene indugiare un pochino sulla mappa e sulla posizione geografica del Guyana, che parla da sola…

CINA: RISERVE DI PETROLIO IN VENDITA

Mentre i Paesi Opec+ si avviano ad aumentare la produzione di greggio in agosto, la Cina ha deciso di vendere parte delle riserve di petrolio acquistate nei mesi scorsi a prezzi stracciati.

Un’arma in più da poter usare contro un settore petrolifero statunitense in evidente affanno.

Ed è proprio approfittando della crisi che il colosso Usa Chevron ha acquistato Noble Energy in un’operazione da 13 miliardi di dollari compreso il debito, conquistando così l’accesso al gas del Mediterraneo orientale.

Nella zona, però, sono in aumento le tensioni tra gli attori regionali.

Nei giorni scorsi, il governo israeliano ha ratificato l’accordo con Grecia e Cipro sul gasdotto East-Med,  ma la Turchia, in forza dell’intesa turco-libica sui confini delle rispettive zone economiche esclusive, potrebbe ostacolare la realizzazione del progetto.

MALI: STALLO POLITICO E MILIZIE ARMATE

I leader di 5 stati africani occidentali, Ghana, Nigeria, Niger, Senegal e Costa d’Avorio, parte del blocco Ecowas, si sono recati giovedì 23 luglio in Mali per fare da mediatori nello stallo politico che ha scosso il paese.

Ma i colloqui si sono conclusi con un nulla di fatto.

L’opposizione rigetta la proposta di un governo di transizione guidato comunque dall’attuale presidente Ibrahim Boubacar Keïta, e ne chiede invece le dimissioni. Il rischio, in assenza di una soluzione, è quello che il paese cada in mano alle milizie armate.

Un altro summit, stavolta allargato a tutti i capi di stato dell’Africa Occidentale, è stato annunciato per lunedì 27 luglio.

LEGISLATIVE IN SIRIA: VINCE IL PARTITO DI ASSAD

Il 19 luglio si sono svolte in Siria le elezioni legislative.

La coalizione “Unità nazionale“, guidata dal partito “Baath” del presidente siriano, Bashar al-Assad, si è aggiudicata più della metà dei seggi nel Consiglio del Popolo: 177 su 250.

L’affluenza alle urne è stata del 33%, contro il 57% del 2016.

Le schede elettorali sono state fornite esclusivamente nel luogo di residenza permanente degli elettori.

Nei prossimi mesi, il Parlamento dovrebbe adottare una nuova Costituzione e confermare i candidati alle presidenziali. Opposizione siriana e Stati Uniti si sono rifiutati di riconoscere i risultati del voto.

ZIMBABWE: LOTTA AL COVID-19 O LOTTA AL DISSENSO?

Con la motivazione della “strategia prudente” contro il Covid-19, martedì 21 luglio il presidente dello Zimbabwe Emmerson Mnangagwa ha annunciato misure restrittive sulla libera circolazione e sulle attività commerciali, imponendo un coprifuoco dalle 6 di sera alle 6 del mattino e permettendo ai servizi non essenziali di operare solo fino alle 15.

Il tutto avviene mentre sono in corso proteste verso la corruzione della sua amministrazione, che hanno visto persino l’arresto di 11 infermiere – poi rilasciate su cauzione – oltre all’arresto di un giornalista.

Lotta al Covid o lotta al dissenso, quindi? Ci si chiede inoltre se il virus obbedisca agli orari del coprifuoco imposto.

 IRAN E RUSSIA VERSO NUOVI ACCORDI

Dopo l’intesa a lungo termine raggiunta con la Cina, l’Iran si accinge a elaborare nuovi accordi con la Russia.

Il Trattato sui fondamenti delle relazioni e sui principi di cooperazione tra Russia e Iran compirà vent’anni il prossimo marzo.

Invece del rinnovo automatico, Mosca e Teheran hanno optato per un aggiornamento sostanziale dell’accordo entro la sua scadenza, che rifletta i profondi cambiamenti avvenuti nel mondo in ambito economico, politico e di sicurezza e le posizioni comuni dei due Paesi al riguardo.

Lo ha annunciato il capo della diplomazia iraniana, Mohammad Javad Zarif, in visita a Mosca il 21 luglio.

NO COMMENT: LA CINA ALLA CONQUISTA DI MARTEDopo URSS e Stati Uniti, è arrivato il momento della Cina di conquistare il Pianeta rosso?

News a cura di Leni Remedios e Giulia Zanette per Andromeda Project News,

in collaborazione con ecodaipalazzi.it per la sezione esteri

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