Truppe USA rimosse dalla Germania

Gli Stati Uniti rimuoveranno definitivamente 12.000 soldati dalla Germania.

Di questi, 6.400 torneranno negli USA, mentre 5.400 si sposteranno in altri paesi europei.

Lo hanno dichiarato mercoledì 29 luglio i funzionari della Difesa americana.

Una mossa annunciata, dopo le accuse di Donald Trump verso Berlino, rea di non pagare sufficientemente le sue quote alla NATO.

In programma anche lo spostamento del quartier generale del Commando Europeo dalla Germania a Mons, Belgio.

Dove andranno le truppe rimanenti?

Parte di esse si avvicineranno ulteriormente al confine con la Russia, nella zona del Mar Nero, in Polonia, nei paesi baltici…ed alcune in Italia, come il 52esimo squadrone di Ingegneria Civile, unità della Air Force One, e probabilmente anche uno squadrone di caccia F-16, come ha specificato il Gen. Wolters.

 

DISORDINI DI MASSA TRA MINSK E MOSCA

33 cittadini russi, sospettati di pianificare disordini di massa in vista delle presidenziali del 9 agosto in Bielorussia, sono stati arrestati nella notte del 29 luglio nei pressi di Minsk.

Secondo Lukashenko, sarebbero i primi di circa 200 mercenari diretti nel Paese.
Stando al comunicato del ministero degli Esteri russo diffuso il 30 luglio, il gruppo “era in transito da Minsk a Istanbul, munito di tutti i documenti necessari, biglietti aerei compresi”.
 Ma la parte bielorussa afferma che durante l’interrogatorio i detenuti hanno rilasciato testimonianze contraddittorie. Minsk non ventila misure severe nei loro confronti, ma intende “affrontare la questione con i mandanti“.
Sui social russi, intanto, si vocifera che l’arresto sia stato “ordinato” da non meglio specificate aziende cinesi in competizione con la Russia in Africa e in Venezuela.

Forse l’ennesimo tentativo di mettere zizzania tra Mosca e Pechino a vantaggio degli Stati Uniti.

 

LIBIA: GLI USA BACCHETTANO SIA LA RUSSIA CHE LA TURCHIA

Mercoledì 29 luglio il Congresso americano ha proposto un nuovo emendamento alla “Legge sulla stabilità della Libia”, rinnovando sanzioni verso forze straniere che “ne minacciano la pace e la stabilità, che si appropriano delle risorse naturali e che sono responsabili o complici di abusi sui diritti umani.”

Pochi giorni prima, il Pentagono aveva pubblicato un rapporto sulla presenza dei mercenari russi della unità Wagner e sulla loro influenza decisionale sulle forze di Haftar.
Ma se la legge del Congresso nomina esplicitamente la Russia, l’accusa è rivolta anche ad altri, in primo luogo la Turchia, come sottolinea Foreign Policy, intervenuta in flagrante violazione del diritto internazionale.
Seguirà un approfondimento su ecodaipalazzi.it I BIG TECH GIOCANO LA CARTA DEL NAZIONALISMOInterrogati dal Panel Antitrust del Congresso Usa nell’ambito dell’indagine parlamentare sull’abuso di posizione dominante, i CEO di Amazon, Apple, Facebook e Google hanno giocato la carta del nazionalismo, un classico in tempi di crisi economica.
Mentre Tim Cook ha descritto Apple come una “società interamente americana”, Mark Zuckerberg ha promesso che Facebook si batterà per i “valori americani” in un mercato globale competitivo.
Sullo sfondo, intanto, continuano a crescere di oltre un milione di unità alla settimana le richieste di sussidio per la disoccupazione negli Stati Uniti.
Nei prossimi mesi, scrive Forbes, quasi 12 milioni di famiglie in affitto potrebbero ricevere lo sfratto.

ISRAELE-LIBANO: AUMENTA LA TENSIONE

Aumenta la tensione sul confine fra Israele e Libano.

Secondo una dichiarazione dell’esercito israeliano di lunedì 27 luglio, infatti, uno squadrone di Hezbollah libanesi composto da un massimo di 5 persone munite di fucili avrebbero fatto intrusione nell’area israeliana di Shebaa Farms, territorio disputato adiacente alle Alture del Golan occupate.
Da qui la risposta dell’artiglieria dell’esercito di Tel Aviv, verso il villaggio libanese di Kafr Shuba.
“È un tentativo di inventare vittorie false e mitologiche,” ha commentato Hezbollah.
Non si registrano morti. Il Primo Ministro Netanyahu ha riferito che il governo sta monitorando da vicino la situazione al nord.
Il rischio è che “l’incidente” fornisca un pretesto per ripetere uno scenario di guerra simile a quella del 2006.

SCANDALO 1MDB: 12 ANNI ALL’EX PREMIER MALESE

L’ex primo ministro della Malaysia, Najib Razak, è stato condannato a 12 anni di carcere per corruzione e riciclaggio  (  nell’ambito dello scandalo del fondo malese “1Mdb”, nato per sovvenzionare progetti infrastrutturali in Malaysia ma trasformatosi in una frode finanziaria da svariati miliardi di dollari.

Coinvolta anche la banca d’affari Goldman Sachs, che di recente però ha raggiunto un accordo con Kuala Lumpur: pagherà 3,9 miliardi di dollari per far decadere tutte le accuse a suo carico.

VENEZUELA: RIPRENDE IL DIALOGO CON L’OPPOSIZIONEMercoledì 29 luglio il Presidente del Venezuela Nicolas Maduro ha annunciato di voler riprendere il dialogo con l’opposizione, interrotto nell’agosto del 2019 quando quest’ultima, capitanata dall’autoproclamatosi presidente Juan Guaidò, supportò la decisione degli USA di bloccare gli asset venezuelani all’estero.

Stato mediatore, di nuovo la Norvegia, i cui rappresentanti sono già stati ricevuti a Caracas dal Ministro per la Comunicazione Jorge Rodriguez, come conferma anche il Ministro degli Esteri norvegese Dag Halvor.

Sul piatto, anche nuove elezioni legislative.

 AL VIA I LAVORI PER IL REATTORE A FUSIONE ITER

Dal mondo della scienza un esempio di collaborazione pacifica.

Nel Sud della Francia sono partiti i lavori per l’assemblaggio del reattore a fusione ITER, un progetto sperimentale cui partecipano Cina, Unione europea, India, Giappone, Corea del Sud, Russia e Stati Uniti
Una volta completata, la gigantesca macchina sarà destinata a produrre l’energia pulita del futuro riproducendo i processi che avvengono nel Sole, dove l’idrogeno viene convertito in elio sprigionando una quantità enorme di energia. L’idea di un esperimento congiunto internazionale sulla fusione è stata lanciata per la prima volta nel 1985.
Pionieri della fusione termonucleare controllata furono gli scienziati sovietici nella prima metà del XX secolo.
A cura di Giulia Zanette e Leni Remedios per Andromeda Project News, in collaborazione per la
sezione esteri ecodaipalazzi.it

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