Libano: non avrai altro creditore all’infuori dell’FMI

Lo scorso 6 agosto, il presidente francese, Emmanuel Macron, è volato a Beirut per offrire il sostegno di Parigi in cambio di riforme sostanziali. Con lo stesso obiettivo si era recato in Libano il ministro degli Esteri francese, Jean-Yves Le Drian, il 22 luglio.
“L’accordo con l’FMI è l’unica opzione  per sfuggire alla crisi finanziaria”: questo, stando alla Reuters, il messaggio di Jean-Yves Le Drian al governo libanese.
I negoziati tra FMI e Libano erano stati sospesi a inizio luglio a causa di una divergenza di vedute sulle riforme richieste dai creditori.
Nel frattempo, Beirut stava valutando le proposte di cooperazione avanzate da Pechino, riguardanti progetti infrastrutturali in Libano per oltre 12 miliardi di dollari.
Del 10 agosto la notizia delle dimissioni del governo libanese, annunciate alla nazione in diretta tv dal primo ministro, Hassan Diab, che ha puntato il dito contro la “corruzione endemica” in Libano.

BOLIVIA: IL GOVERNO MINACCIA I DIMOSTRANTI CON L’ESERCITO

Giovedì 6 luglio, il governo provvisorio della Bolivia ha minacciato di intervenire con l’esercito per placare le manifestazioni antigovernative. Decine di migliaia di persone avevano infatti sfilato pochi giorni prima in tutto il paese per protestare contro la decisione del governo di Jeanine Añez di posporre le elezioni del 6 settembre al 18 di ottobre.

I sindacati hanno ripreso a sfilare sabato 8 agosto.
Denunciata la presenza di infiltrati nelle proteste.

“In tre mesi hanno distrutto la Bolivia”, commenta Evo Morales. Il presidente deposto dal colpo di stato si riferisce alla privatizzazione delle scuole introdotta da Añez e al blocco di progetti come il Centro per l’Energia Nucleare e le nuove reti ferroviarie e stradali.

BIELORUSSIA IN SALSA UCRAINA

In Bielorussia continuano le proteste scoppiate dopo l’annuncio della vittoria di Lukashenko alle presidenziali del 9 agosto.

Stando ai dati ufficiali, ha votato per lui l’80% degli elettori. Il 10% delle preferenze sono andate, invece, alla contendente principale di Lukashenko, Svetlana Tikhanovskaja, rifugiatasi in Lituania dopo aver contestato l’esito delle elezioni.
Affluenza all’84%. I presidenti russo e cinese, Vladimir Putin e Xi Jinping, si sono prontamente congratulati con Lukashenko per la sua rielezione, mentre il Dipartimento di Stato Usa ha definito il voto in Bielorussia “irregolare e non libero”.
Assieme alla NATO e all’Unione europea, gli Usa hanno anche condannato con forza la repressione dei manifestanti, contro i quali le forze dell’ordine hanno impiegato granate stordenti e gas lacrimogeno.

A detta di Minsk, i disordini sarebbero eterodiretti, così come da cause esterne dipenderebbe il protrarsi dei problemi alla connessione Internet.

VENEZUELA: CONDANNATI A 20 ANNI DUE MERCENARI USA

Due mercenari americani della Silvercorp, Luke Denman e Airan Berry, sono stati arrestati venerdì 7 agosto dalle autorità venezuelane e condannati a più di 20 anni di carcere per il coinvolgimento nell’ultimo tentativo di colpo di stato, avvenuto in maggio.

Secondo il Procuratore Generale Tarek William Saab, i due berretti verdi hanno confessato di far parte dell’Operazione Gedeone, denominata per il suo fallimento “Operazione Baia dei Porcellini”.
I reati contemplati sono cospirazione, traffico illecito di armi da guerra, terrorismo.

Secondo Caracas, non vi è dubbio circa il supporto dato dalla Colombia di Ivan Duque all’incursione armata.

NICARAGUA: ROADMAP PER IL REGIME CHANGE

L’Agenzia degli Stati Uniti per lo Sviluppo Internazionale (USAID) ha elaborato una roadmap per il rovesciamento del governo sandinista del Nicaragua.

Il documento, datato marzo 2020, stabilisce l’obiettivo di “favorire le condizioni per la transizione del Nicaragua verso la democrazia”, e più precisamente verso “un’economia di mercato” basata sulla “proprietà privata“.
Presumibilmente è proprio a tale proposito che un’offerta di lavoro rivolta a “esperti in democrazia, diritti umani e governance” è stata pubblicata su LinkedIn dall’organizzazione americana “Democracy International”.

Sede di lavoro: Managua.

SOMALIA: ANCORA UN ATTENTATO DI AL SHABAAB

A poco più di un mese dai precedenti attentati, al Shabaab colpisce ancora.

Almeno 8 morti e 14 feriti in seguito all’attentato di sabato 8 agosto nella capitale somala di Mogadiscio, subito rivendicato dall’organizzazione affiliata ad al-Qaeda.

Secondo Associated Press l’attentatore suicida si è schiantato con un’auto contro una base dell’esercito vicina al neo-aperto stadio, stesse modalità degli attentati precedenti.

GRECIA E TURCHIA A RISCHIO ESCALATION

Grecia ed Egitto hanno firmato un accordo sulle frontiere marittime  che mal si sposa con l’intesa tra Libia e Turchia sui confini delle rispettive zone economiche esclusive.

Il presidente turco, Recep Erdogan, ha reagito alla notizia annunciando il ripristino delle esplorazioni di idrocarburi nel Mediterraneo orientale , mentre il ministero degli Esteri di Tripoli ha dichiarato che “la Libia non permetterà la violazione dei suoi diritti marittimi”.

GRAN BRETAGNA E COVID: CASSA INTEGRAZIONE FINO A OTTOBRE, E POI?

Il cancelliere britannico Rishi Sunak, in un’intervista radio del 7 agosto sulle misure economiche riguardanti il Covid, ha ammonito che la cassa integrazione per i lavoratori introdotta in aprile potrebbe cessare il 31 ottobre.

“Molte persone ragionevoli concorderanno nel dire che non può durare per sempre.”
Insorge compatta l’opposizione: quasi 10 milioni di persone rischiano di trovarsi senza lavoro e senza supporto.
Il think tank londinese National Institute of Economic and Social Research ha suggerito di estendere la misura sino a giugno 2021. Sunak, sotto pressione, non esclude completamente l’estensione della cassa integrazione.

Una eventuale seconda ondata, come titola il Telegraph il 7 agosto, potrebbe infatti far cambiare idea al governo.

I testi delle news a cura di Giulia Zanette e Leni Remedios.

Video editing Nicola Alberi
Andromeda Project News in collaborazione con ecodaipalazzi.it

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