Kong Tsung-Gan o Brian Kern? Chi è la fonte dei media occidentali su Hong Kong?

“Ringraziamo gli autori del portale di giornalismo investigativo indipendente The Grayzone  per il consenso alla traduzione del materiale da loro prodotto.”

Il commentatore senza volto chiamato Kong Tsung-gan è diventato uno dei più prolifici attivisti Twitter di Hong Kong ed è stato citato come fonte esperta sulla lotta per la libertà di Hong Kong da media mainstream occidentali come la CNN, il New York Times, il Washington Post e il Guardian. Kong è anche un colonnista presso l’Hong Kong Free Press, che si descrive come la più indipendente e attendibile fonte di notizie in lingua inglese della Grande Cina.

Kong si presenta come un residente autoctono di Hong Kong in prima linea nella presunta lotta per la democrazia. C’è soltanto un problema: non è chi dice di essere. The Grayzone ha analizzato una serie di video che rivelano la reale identità di Kong.

Nel primo filmato, lo si può sentir parlare su The Little Red Podcast:

Presentatrice: “Ho parlato con l’attivista e scrittore Kong Tsung-gan.”
Kong Tsung-gan: “Come ben sai, 3,8 milioni di dimostranti sono fuori nelle strade dal 9 giugno e prima ancora ci sono state un paio di proteste contro l’estradizione in aprile e in maggio…”

In questo secondo filmato, un uomo americano residente a Hong Kong, di nome Brian Kern, parla con RTHK durante un corteo alla vigilia dell’anniversario di Piazza Tienanmen:

“È molto importante celebrare l’occasione del 30° anniversario del 4 giugno e del massacro di Tienanmen. È qualcosa che tutti nel mondo dovrebbero ricordare e soprattutto noi che viviamo qui a Hong Kong, perché gli effetti del massacro di Tienanmen si sentono ancora in città, ogni giorno.”

Questo nel video è Brian Kern, mentre rilascia un’intervista nel maggio del 2018:

“La Cina è cambiata così rapidamente per alcuni aspetti, ma è ferma nel tempo sotto questo aspetto: non ci sono state riforme politiche dal 1989. La Cina è ancora una dittatura sotto il controllo del Partito Comunista.”

Ancora una volta, ecco la voce di Kong Tsung-gan:

“15 milioni di dimostranti sono scesi in piazza nell’ultimo anno e la stragrande maggioranza di quei dimostranti era e rimane non-violenta.”

Di certo quella voce sembra appartenere a Brian Kern. Ciò significherebbe che Brian Kern è Kong Tsung-gan col trucco “yellowface”. Ex membro dello staff di Amnesty International, parte del loro Education Team, in stretti rapporti con l’industria dei diritti umani, Brian Kern è diventato una figura familiare nelle proteste a Hong Kong. È stato fotografato mentre puliva macchie d’uovo dai muri, ed è stato persino filmato mentre si coordinava con i rivoltosi in video diffusi sui social media.

Recentemente Kern è stato filmato mentre urlava contro la polizia di Hong Kong:

“Stai lavorando per i comunisti! Sei un burattino dei comunisti! Forza, uccidici tutti!”

A quanto pare, Kern ha pubblicato quattro libri su Hong Kong con lo pseudonimo di Kong Tsung-gan e Xun Yuezang. Xun Yuezang ha dedicato il libro “Liberationists” a “Mayren, che ha lottato a lungo per la libertà”. La madre di Brian Kern si chiama Mayren. “Liberationists” è stato dedicato anche a qualcuno chiamato semplicemente “Y”. Allo stesso modo, Kong Tsung-gan ha dedicato “Liberate Hong Kong. Storie dalla lotta per la libertà” a “Y”, “per la lotta comune”. Il nome della moglie di Brian Kern, Yatman, inizia con la lettera “y”. Pema Press è l’editore delle opere di Xun Yuezang e Kong Tsung-gan. La figlia di Brian Kern si chiama Pema, lo stesso nome dell’editore.

Dunque, se l’illustre commentatore Kong Tsung-gan è Brian Kern, i suoi editori alla Free Press ne saranno al corrente?
Beh, qui si vede Kern salutare il caporedattore di Free Press, Tom Grundy, in una protesta a Hong Kong.

E poi c’è Chris Patten, l’ultimo governatore coloniale britannico di Hong Kong, che ha pubblicizzato l’ultimo libro di Kong. Patten sapeva che Kong e Brian Kern sono la stessa persona?

E i media occidentali, che citano regolarmente Kong come un esperto dal luogo degli eventi?

Oggigiorno si fa tanto parlare di fake “news”. Ma come la mettiamo con le “fonti” fake?

 

Rinnoviamo i ringraziamenti agli autori del portale di giornalismo investigativo indipendente The Grayzone  per il consenso alla traduzione del materiale da loro prodotto  ad Andromeda Project, in collaborazione con il periodico online ecodaipalazzi.it  

Traduzione a cura di Giulia Zanette

Rispondi

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi