L’arte cura la tristezza: energia e vitalità nelle mostre Da Giotto a Pasolini nell’incantevole Sutri

di Antonella Pesola

La ricerca del bello è il filo conduttore che unisce le dodici mostre che Vittorio Sgarbi è riuscito ad ordinare quest’anno nel bellissimo palazzo del vescovado della città di Sutri. Sede di numerosi porporati d’alto lignaggio, tra cui anche un papa, Pio V, promotore della riforma tridentina, ora è chiamato col nome di quello che forse fu il più importante ecclesiastico padre Joseph Bernard Doebbing vescovo di Nepi e Sutri dal 1900. Uomo di fede e di rara e alta cultura ristrutturò il palazzo promuovendo importanti opere per l’educazione dei giovani, del clero e della popolazione. Una personalità che viene riscoperta anche con queste iniziative culturali iniziate con Sgarbi dal 2018, da quando è divenuto sindaco della cittadina.

Panoramica del Museo di Palazzo Doebbing di Sutri

L’edificio, dopo anni di abbandono è stato oggetto di un accurato lavoro di recupero dell’architetto Romano Adolini, voluto dalla Diocesi di Civita Castellana e finanziato dalla Regione Lazio, consentendo la creazione di una struttura espositiva dal fascino antico ma dallo spirito moderno. Ecco che il Museo di Palazzo Doebbing, può ospitare agevolmente capolavori dell’arte antica e contemporanea, riuscendo ad offrire con le programmazioni culturali storie di pregio, valorizzando il territorio, ai visitatori che vorranno immergersi nell’arte e donarsi del tempo per immergersi nella bellezza e ammirare la caratteristica cittadina della Tuscia che tanto ha da mostrare.

Dodici mostre per 250 opere, che coprono un arco temporale che va dal VI secolo ad oggi, dove la suddivisione cronologica non è consequenziale, che inizia da un lontano passato con Petala Aurea (petali d’oro), lamine d’oro di origine bizantina e longobarda della Fondazione Luigi Rovati. Croci e lamine d’oro sagomate dal VI e VII secolo sono decorazioni per manufatti in osso e in avorio o tessuti, cuoio con motivi geometrici, vegetali, antropomorfi ed animali.

Il sacro nell’arte è sottolineato dalla presenza di Giotto è con un pezzo emerso da una raccolta del Massachusetts, terminale di una croce, raffigurante la testa della Madonna, un’opera giovanile di fine Duecento testimonianza della maturità fiorentina dell’artista “che è stata largamente studiata dalla critica ed è oggi tra le opere riscoperte di questo primo grande pittore moderno italiano” come ricorda il curatore. Accanto un bellissimo Crocifisso della sua bottega di collezione privata.

Molti i dipinti dell’artista tedesco Franz Ludwig Catel, trasferitosi a Roma dal 1811 e fortemente legato all’Italia, fonte primaria d’ispirazione dei suoi paesaggi e ritratti di popolani. Un artista che per testimoniare il suo affetto all’accoglienza del nostro paese lasciò in eredità, oltre alle sue intense opere, un patrimonio ad una Fondazione che prende il suo nome che sostiene artisti in difficoltà italiani e tedeschi.

Molto apprezzato da Sgarbi è Tadeusz Kantor, regista e scenografo polacco la cui arte incarna il suo spirito, la sua esperienza di vita, i suoi tormenti, in dialogo con il siciliano Cesare Inzerillo che immortala comportamenti e modi di essere del quotidiano attraverso scheletri e mummie proponendo una realtà sfigurata. Di contro Livio Scarpella celebra la bellezza con la sua scultura d’ispirazione classica coniugando stile greco arcaico e Pop art realizzando un ritratto di Patty Pravo come una divinità viva. Su questa linea figurativa Alessio Deli attualizza il classicismo rinascimentale attraverso l’uso di nuovi materiali anche di riuso per ricordare il disastro ambientale che spesso assistiamo.

Sala di Mirna Manni a Sutri

L’uomo e la natura sono i protagonisti dell’arte di Mirna Manni, lontana da una semplice narrazione didascalica o scenograficamente decorativa, che approfondisce temi e problematiche del mondo contemporaneo attraverso forme di scultura ceramica visionarie e metaforiche, che invitano a riflettere e interrogarsi in un allestimento suggestivo nei fondi sottostanti il palazzo.

Ancora, Chiara Caselli, attrice che si è avvicinata all’arte attraverso la fotografia, realizza scatti che sembrano dipinti che nascono da una sua fantasia intimistica, con rarefatte visioni di spazi assoluti dai confini indistinguibili al contrario di Massimo Rossetti, pittore che offre una pittura di paesaggio netta e nitida ma dall’inquadratura insolita in lunghe strisce ottiche, come fessure di un’ideale barriera.

Restando in tema di realismo, Justin Bradshaw, artista scoperto da Sgarbi a Civita Castellana, narra la vita attraverso gli oggetti quotidiani ed anche se stesso in un incessante ricerca nei vari autoritratti, con una magistrale tecnica dell’antica pittura per velature. Guido Venanzoni poi, con la sua pittura racconta gli episodi salienti della vita di Caravaggio, il cui uso sapiente della luce è stato analizzato da Gherardo delle Notti, presente con un’opera di collezione privata. Così come un inedito Tiziano accanto al bellissimo Efebo, del I secolo d.C, scoperto a Sutri nel 1912, che dal Museo di Palazzo Massimo alle Terme di Roma è tornato nel 2012.

Si conclude la visita al piano superiore con una serie di scatti di Dino Pedriali che fotografò momenti di svago e lavoro di Pier Paolo Pasolini lasciando preziose testimonianze delle ultime settimane della sua vita, legata in quel periodo al territorio della Tuscia avendo una casa a Chia.

Questa terza edizione di “Incontri a Sutri” offre la possibilità di entrare dentro la storia, dove i confini temporali sono annullati in un eterno presente, perché i temi affrontati dagli artisti sono quelli eterni dell’uomo e questo non può non suscitare momenti di riflessione e vitalità. La serie di esposizioni è un forte segnale di rinascita e di ripresa, senza dimenticare la drammatica situazione da cui lentamente si sta cercando di venirne fuori. “A Sutri c’è quello che altrove non troverete … la felicità” ha commentato il sindaco Vittorio Sgarbi.

La mostra è visitabile fino a 17 gennaio 2021 dal martedì alla domenica dalle 10 alle 18, col biglietto unico (intero 15 euro) si può visitare Anfiteatro, Mitreo e Palazzo Doebbing.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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