Cremlino: “Nessuna indagine su Navalnyj”. Chigi: “Putin ha ribadito la fase investigativa”

Il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha smentito che il presidente Vladimir Putin, in una conversazione con il primo ministro italiano Giuseppe Conte, abbia promesso di istituire una commissione per indagare su quanto accaduto ad Alexei Navalny, il blogger ed oppositore russo avvelenato, probabilmente con l’agente nervino Novichok, durante un viaggio che lo portava dalla Siberia a Mosca lo scorso 20 agosto e che ora è ricoverato in una clinica di Berlino. “E’ necessario fare piena luce su quanto accaduto, e perseguire i responsabili di un attentato di tale gravità contro un esponente dell’opposizione” aveva detto al Foglio quotidiano il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte. “Il presidente Putin – si legge nell’intervista – mi ha anticipato che avrebbe costituito una commissione di inchiesta e si è detto pronto a collaborare con le autorità tedesche”.

Da Mosca Peskov ha confermato che l’argomento Navalny è stato toccato nella conversazione e che la Russia era determinata a scoprire le ragioni di ciò che è accaduto. “Non escludo che, probabilmente, ci sia stato qualche malinteso – ha detto Peskov -. Anzi, l’argomento del paziente di Berlino (Navalny, ndr.) è stato toccato e il presidente ha informato il suo collega italiano che le azioni pre-investigative sono in corso da parecchio tempo”, ha detto Peskov che ha aggiunto che secondo Putin non ci sono le condizioni, e i motivi, per avviare un’inchiesta in Russia sul presunto avvelenamento del politico russo. “Tutte le analisi degli esperti russi hanno mostrato l’assenza di sostanze tossiche. Putin, infatti, ha ribadito che sì, noi stessi, naturalmente, siamo determinati a far luce sulle ragioni di quanto accaduto e siamo interessati a questo”, ha aggiunto Peskov.

Da Palazzo Chigi peraltro si è poi precisato di non ravvisare incongruenze tra il contenuto del colloquio avvenuto recentemente tra il Presidente Conte e il Presidente Putin, il contenuto della recente intervista al Foglio e le precisazioni del Cremlino. Risulta infatti confermata – spiegano fonti del governo – la decisione russa di dare luogo ad una fase investigativa (o al limite pre-investigativa) in relazione al caso Navalny. Il Presidente Conte – sottolinea Palazzo Chigi ne ha fatto menzione nell’intervista in linea con la sostanza emersa dal colloquio.

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