Referendum: “Chi frena su taglio parlamentari fa vecchi giochini”, parola di Riccardo Fraccaro

Prima di parlare col Corriere della Sera di referendum, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Riccardo Fraccaro, ha voluto fare i complimenti alla collega Lucia Azzolina: “E’ stata brava e fiduciosa”, afferma. Alla domanda sui tanti studenti arrivati al primo giorno di scuola senza aule, senza banchi, senza insegnanti, l’esponente dell’esecutivo continua: “Noi stiamo lavorando per superare le criticità che si sono accumulate negli anni e quelle causate dal Covid. Lucia non ha mai mollato, ci vogliono molta autorevolezza e competenza. Nonostante le critiche e le aspettative, ha saputo reggere lo stress e ha superato il test del primo giorno di scuola”.

Quanto al referendum sulla riduzione del numero dei parlamentari, il 20 e 21 settembre prossimi, Fraccaro sottolinea di non avere “la sensazione che stia salendo l’onda dei no, anzi, sento forte l’orientamento di chi vuole confermare la riforma puntuale, semplice e chiara che è stata votata a larghissima maggioranza in Parlamento e che i cittadini stanno apprezzando. II no invece andrebbe contro la posizione del Parlamento che ha deciso di autoriformarsi. Ora non vota il centrodestra – spiega il sottosegretario -, votano gli italiani e la coerenza in politica viene premiata. E’ difficile spiegare, se non con giochini molto vecchi, la posizione di chi in Parlamento ha votato in un modo e al referendum chiede di fare l’opposto”.

Sull’atteggiamento del presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, in merito al referendum, Fraccaro aggiunge: “Credo sia disarmante cambiare orientamento a seconda dell’opportunità di quel giorno. Chi trasforma un momento di partecipazione in un istituto che serve a legittimare o delegittimare il potere, con strategie e giochi diversi dal contenuto, commette un errore, va verso una democrazia plebiscitaria e tradisce la democrazia partecipativa del referendum. Ma io sono convinto che gli italiani staranno al merito e sapranno valutare, al di là delle strategie partitocratiche”.

A proposito della possibile influenza del movimento delle Sardine sull’esito della consultazione, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio prosegue: “Vedendo anche l’ultima loro manifestazione mi sembra difficile che possano avere un qualche effetto di trascinamento. Al di là di questo mi fa una tristezza infinita il fatto che, più che un no sul contenuto, è un no per danneggiare il Movimento cinque stelle. Ricordo che il taglio del numero dei parlamentari è da anni anche una proposta del Pd e della destra”. Poi, Fraccaro si sofferma sul no dell’esponente leghista Giancarlo Giorgetti rispetto al sì di Matteo Salvini. “E’ evidente – rileva il sottosegretario – che c’è un gioco delle parti. La Lega ha votato quattro volte sì e adesso, non potendo il loro capo politico dire no, lo fa dire ad altri. Mi dispiace che a farlo sia chi mi ha preceduto a palazzo Chigi. Il M5s è nato contro questa cattiva politica, che non guarda agli interessi del Paese, ma ai propri. Per far cadere il governo si oppongono al taglio dei parlamentari che hanno votato? E’ una posizione difficile da sostenere”.

Per quel che riguarda invece la legge elettorale, secondo Fraccaro “è stata già approvata come testo base in commissione e presto approderà in Aula. Ho sentito tante ricostruzioni, si  speculato, ma il Movimento cinque stelle rispetterà l’impegno anche perchè è giusto modificarla con un sistema proporzionale con sbarramento al cinque per cento. E chiederemo anche le preferenze, perchè la rappresentanza si gioca sulla qualità, non sulla quantità”. Per Fraccaro, “è chiaro che ogni elezione può avere conseguenze, ma in questo caso saranno interne alle forze politiche. Abbinare le Regionali alla tenuta di un governo nazionale sarebbe una modalità sistemica nociva per il Paese. Io invito a tenere separati i piani. II governo ha fatto tanto e molto bene, come prova il riconoscimento internazionale e risponderà non della tenuta dei governatori sui territori, ma delle sue azioni, a cominciare dalla sfida importantissima del Recovery”.

Quanto al fatto che il premier Giuseppe Conte debba metterci la faccia sulle regionali del 20 e 21 settembre prossimi, Fraccaro segnala: “Conte si è già espresso pubblicamente a favore delle alleanze e dei candidati della maggioranza. Ma dove Pd e M5s vanno separati, esporsi diventa più complicato”. Ed al vicesegretario del Partito democratico, Andrea Orlando, che apre al rimpasto, il sottosegretario replica: “Per quanto mi riguarda, penso che squadra che vince non si cambia, ma questo non dipenderà solo da me. Conte è un attaccante importante, un fuoriclasse”.

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