OMS: “Stop ai lockdown, misure mirate”

“Noi dell’Oms ci appelliamo ai leader mondiali: smettetela di usare i lockdown come strumento principale di controllo. Il livello di povertà sarà raddoppiato entro il prossimo anno. Sarà un’agghiacciante catastrofe globale. I lockdown hanno una conseguenza che non dovreste mai sottostimare: rendere i poveri ancora più poveri.”

A parlare, intervistato dalla britannica Spectator TV il 9 ottobre, è David Nabarro, inviato speciale dell’Oms sul Covid-19.

Un messaggio coerente con uno scritto dello stesso Navarro pubblicato pochi giorni prima, intitolato Riflessioni sulla via di mezzo.

Nel frattempo in Australia, paese con le restrizioni più severe al mondo, 500 medici dello stato di Vittoria hanno indirizzato una lettera alle autorità, denunciando i danni collaterali del lockdown sulla salute fisica e mentale dei cittadini, mentre sullo stesso tono, a livello internazionale, è stata lanciata la petizione Great Barrington Declaration, firmata da 6.500 scienziati.

Fra i promotori, Sunetra Gupta dell’Università di Oxford.

 

TURCHIA-GRECIA: AUMENTO DI TENSIONE NEL MEDITERRANEO

Berlino bacchetta Ankara, per bocca del suo Ministero degli Esteri,

“La Turchia deve smetterla di oscillare fra distensione e provocazione,” ha dichiarato infatti Heiko Maas martedì 13 ottobre.

Il riferimento è alle esplorazioni sismiche iniziate dalla nave turca Oruc Reis domenica nel Mar Mediterraneo orientale, vicino a Cipro, finalizzate alla ricerca di petrolio e gas nelle acque disputate con la Grecia.

Inizialmente ritirate in segno di riconciliazione, hanno poi ripreso le operazioni lunedì, nonostante i negoziati fra i ministri degli esteri dei due paesi, entrambi membri della Nato.

Atene ha denunciato la mossa come “minaccia diretta alla pace regionale” ed ha richiesto all’Ue sanzioni contro Ankara.

Il Consiglio Europeo aveva già ammonito la Turchia a inizio ottobre, e promesso supporto sia a Grecia che a Cipro, membri dell’Unione.

LIBIA: DIPLOMAZIA AL LAVORO E SORTE DEI PESCATORI ITALIANI

Domenica 11 ottobre il presidente del Governo di Unità Nazionale libico Fayez Al-Sarraj ha incontrato gli ambasciatori di Italia, Algeria e Unione Europea per discutere la fuoriuscita dalla triplice crisi che attanaglia il paese: economica, politica e di sicurezza.

Il tutto in linea con la Conferenza di Berlino.

Sul tavolo, la ripresa della produzione petrolifera, nuove elezioni, la regolamentazione dei flussi migratori.

L’Algeria assicurerà supporto tecnico alla produzione elettrica.

Intanto, continua il lavoro frenetico di Roma per la liberazione dei 18 pescatori italiani fermati dall’esercito di Liberazione Nazionale di Haftar ufficialmente per violazione di acque territoriali.

“Abbiamo attivato tutti i canali internazionali e stiamo lavorando in silenzio e con riserbo come richiesto in queste situazioni per raggiungere il miglior risultato.”

Ha dichiarato il Ministro degli esteri Di Maio venerdi’ 9 ottobre.

Secondo Agenzia Nova, gli Emirati Arabi Uniti farebbero da mediatore.

Haftar aveva chiesto in cambio la liberazione di 4 cittadini libici detenuti in Italia per traffico di esseri umani.

News a cura di Leni Remedios per Andromeda Project News

in collaborazione per la sezione esteri di ecodaipalazzi.it

Video editing a cura di Nicola Alberi

 

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