Hanno destato molto scalpore le dichiarazioni di Piercamillo Davigo intervenuto ieri sera alla trasmissione Piazza Pulita. L’ex consigliere del Csm decaduto lunedì scorso dopo il voto del plenum, è infatti chiamato a giudicare sul caso Palamara. Caso su cui si è lasciato andare a frasi probabilmente fuori luogo su una indagine ancora in corso.

Per lo stesso Luca Palamara “è singolare che, in attesa che si conoscano le motivazioni della sentenza, il dottor Davigo, componente della sezione disciplinare che mi ha giudicato, esprima in una trasmissione televisiva valutazioni giuridiche attraverso metafore popolari e inconferenti su questioni che comunque saranno oggetto di impugnazione innanzi alle sezioni unite. Mi sembra di rivivere la vicenda che portò al disciplinare del presidente Antonio Esposito: assicura la terzietà il giudice che parla con la stampa di una vicenda giudiziaria di cui lui è giudice e che è ancora in corso? Tali comportamenti del resto erano già stati stigmatizzati dalla Procura Generale della Cassazione”

Per Fabrizio Cicchitto, presidente di Riformismo e Libertà, infatti “è inaccettabile che il giudice Davigo, che dovrebbe essere terzo di fronte a qualsiasi vicenda e che oltretutto ha anche giudicato il caso, si presenti in televisione a parlare attraverso metafore popolari, alquanto discutibili, di Palamara. E ciò avviene nella stessa serata in cui va in onda un servizio alla trasmissione ‘Le Iene’ in cui Ermini viene smascherato sulle falsità dette, ossia che dopo la sua elezione al CSM non ha più avuto contatti con lo stesso Palamara. La vicenda dell’ex presidente ANM sta finalmente portando alla luce la vera faccia della magistratura in Italia. E ciò che stupisce è che sarà il solo Palamara a pagare per questo sistema consolidato a tutti i livelli”.

“Oltre a dover essere l’unico che pagherà per tutta questa vicenda, Palamara deve subire anche l’umiliazione del dottor Davigo che, nonostante sia stato chiamato a giudicare sul suo caso, si concede a certe uscite televisive come quella di Piazzapulita – dichiara Amedeo Laboccetta, presidente di Polo Sud -. In questo modo muore la terzietà che un giudice deve sempre avere. Ora chiedo al presidente Mattarella di prendere una posizione decisa, oltre che su questo fatto, anche alla luce delle dichiarazioni contraddittorie di Ermini. E’ inaudita la leggerezza con la quale quest’ultimo ha cercato di smarcarsi dall’evidenza dei fatti, ossia degli incontri che ha avuto dopo la sua elezione a vice presidente del Csm con lo stesso Palamara, e che ora cerca di rinnegare per paura di essere trascinato in questa vicenda”.

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