Si è conclusa la quindicesima edizione della Festa del cinema di Roma, tenutasi presso l’Auditorium Parco della Musica e altre location, tra cui la Nuvola di Fuksas che ha ospitato la rassegna dedicata ai più giovani Alice nella città.

Antonio Monda, direttore artistico di questa edizione, aveva affermato all’apertura che “sarebbe stato un festival differente rispetto agli altri anni e che, proprio per il tragico momento che ci troviamo ad attraversare, è ecessario offrire un segno di rinascita, diffondere l’energia positiva che soltanto una festa – ci tiene a sottolineare, ‘Festa’ è il nome della kermesse – può dare”.

Come annunciato, la manifestazione ha avuto momenti di alta cultura con registi internazionali come Werner Herzog, Steve McQueen, Damian Chazelle. Al contempo si è dato spazio alle icone più popolari, come durante la proiezione di Mi chiamo Francesco Totti, e Stardust sulla vita di David Bowie. Il tutto passando da interessanti registi italiani come Damiano e Fabio D’Innocenzo (Favolacce), Gabriele Mainetti (Lo chiamavano Jeeg Robot), Francesco Rosi (Sacro GRA).

Dieci giorni indubbiamente ricchi di contenuti, per una festa diversa, in cui la stampa accreditata è stata più che dimezzata causa Covid in modo da non creare affollamento nelle sale. Molte delle conferenze stampa si sono tenute on-line per lo stesso motivo e anche per il pubblico pagante è stato rispettato il distanziamento, con una netta riduzione dei biglietti in vendita. Neanche a dirlo, mascherine obbligatorie sempre e ovunque. Red carpet limitato ad un ristretto numero di fotografi pre-accreditati.

A tal proposito, si sono registrate le defezioni di François Ozon, dei fratelli Manetti, di Gabriele Salvatores (a cui facciamo un enorme in bocca al lupo in quanto positivo al covid), di Francesco Totti (a causa di un recente lutto), pur senza interrompere le proiezioni programmate.

Dunque, tutto è filato più o meno liscio per le 24 pellicole in gara e per l’ospite d’eccezione, il musicista Thom Yorke. Da segnalare la nuova animazione della Pixar Soul che ha generato una polemica in quanto la Disney ha deciso di non distribuirla al cinema bensì sulla propria piattaforma di streaming Disney +.

Per la sezione Tutti ne parlano abbiamo apprezzato il documentario sull’autismo The reason I Jump, Francesco, il docufilm sul Pontefice del regista russo Evgeny Afineevsky e la serie di Matteo Rovere sull’origine di Roma dal titolo Romulus, che vedremo su Sky. Consigliatissimo, drammatico e divertente, Cosa sarà, di Francesco Bruni, ispirato ad una storia realmente accaduta, come per gli altri film italiani Fortuna (di Nicolangelo Gelormini, con Valeria Golino) e Maledetta Primavera (di Elisa Amoruso, con Micaela Ramazzotti). Infine il film vincitore del Premio del Pubblico BNL Été 85 di François Ozon.

Un’edizione decisamente speciale e coraggiosa, che ricorderemo a lungo per la sua unicità e per essere terminata il giorno in cui il nuovo Dpcm decreta la chiusura di cinema e teatri fino al 24 novembre, nella speranza che si possano riaprire quanto prima.

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