Con l’utero in affitto li si nega a un bambino che nasce, mentre si calpesta la dignità della donna che lo ha portato in grembo per nove mesi e lo ha partorito. La compravendita di un bambino la chiamano ‘maternità surrogata’, ma resta la mercificazione di un essere umano. L’utero in affitto è innanzitutto una questione di classe, tra ricchi e poveri: l’utero è sempre quello di una donna disagiata, una ‘madama’ dell’alta borghesia mai affitterà il suo. Se da comunista mi ribello a ogni sfruttamento del lavoro umano e della mercificazione, mi ribolle il sangue ancora di più se penso alla tratta di un bambino e alla dignità calpestata di una donna povera“.File:Vendola, Nichi - Foto Giovanni Dall'Orto.-cropped.jpg ...

Lo scrive sul suo profilo Facebook Marco Rizzo, segretario generale del Partito Comunista, entrando nel dibattito con Nichi Vendola, che alla maternità surrogata ha fatto ricorso. “Stiamo parlando di cataloghi da cui vengono scelte le caratteristiche del bimbo: alto, biondo, sano… Siamo già all’eugenetica, faremmo felicissimo il dottor Mengele – aggiunge -. La vicenda non riguarda solo le coppie omosessuali. Se stiamo parlando di una donna ricca che, per non ‘sciupare’ il proprio corpo con una gravidanza, affitterà una donna povera perché contenga il suo ovulo e gli spermatozoi del marito. Siamo alla mostruosità umana. E il fatto che a sinistra la quasi totalità dei dirigenti politici voglia obbligare il nostro popolo ad accettare queste idee mi fa dire che io, in quanto comunista, non sono più di sinistra. Un conto è se una donna muore durante il parto: anche qui avremo un orfano, ma è appunto una disgrazia. Perché dobbiamo procurarla noi? Far sì che inizi la sua vita in questo modo terribile? Molti regolamenti comunali vietano l’acquisto di cani prima dei tre mesi di vita, per non separarli dalla madre: vale per i cani e non per gli uomini? Capisco il desiderio delle coppie omosessuali, ma non è accettabile“.

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