A un anno dalla scomparsa del grande traduttore l’Accademia Roveretana Degli Agiati conferirà in suo ricordo il premio di traduzione

di Claudia Crivellaro


Il premio Claudio Groff dedicato ai giovani traduttori dalla lingua tedesca è stato voluto e finanziato dal fratello di Claudio, Fabrizio Groff che ha trovato nell’Accademia – di cui Claudio Groff era socio onorario – l’adeguato interlocutore e sostegno organizzativo. La proclamazione del vincitore avverrà il 6 novembre 2020 nell’ambito di una giornata di studio nel corso della quale Claudio Groff sarà ricordato insieme al padre Bruno, traduttore a sua volta e poeta dialettale, e al nonno Lionello, figura di spicco del mondo politico e culturale trentino della prima metà del Novecento.

Claudio Groff, trentino classe 1944, ha contribuito a portare in Italia le voci dei maggiori scrittori di lingua tedesca. Dal 1982 dopo un periodo come lettore di italiano presso l’Università di Innsbruck ha tradotto, solo per citarne alcuni, le opere di Rilke, Kafka, Hofmannsthal, Schnitzler, Bernhard Mozart, Schiller, Goethe, Trakl, Benjamin, Brecht, H. v, Musil, Hesse, Karl Kraus, Enzensberger, Ransmayr, Schulze e Kehlmann. Grazie a Groff ben tre premi Nobel della Letteratura come Günter Grass, Peter Handke ed Elfriede Jelinek hanno trovato una voce italiana . Con Grass e Handke Claudio aveva instaurato un rapporto personale di amicizia e stima reciproca.

Sia Grass che Handke avevano la sana abitudine di invitare i loro traduttori a seminari durante i quali dibattevano i punti salienti dei testi da tradurre. Non era raro che al ritorno da questi viaggi Claudio, col garbo e l’ironia che gli erano noti, dipingesse aneddoti memorabili. Tra gli ultimi le famose giornate sulle Alpi Austriache organizzate da Peter Handke, il quale arrampicandosi su per le cime spiegava l’ultimo suo capolavoro ai poveri traduttori ansimanti e distrutti dalla fatica.

Groff ha ricevuto durante la sua lunga carriera diversi premi, fra cui il Premio di Stato austriaco per la traduzione letteraria nel 1990, il Premio Mondello per la traduzione nel 2005, il premio del Ministero della Cultura austriaco per la migliore traduzione di un autore austriaco (Ransmayr) nel 2009 e infine, nel maggio del 2018, è stato insignito del prestigioso Premio per la Traduzione Gregor von Rezzori. A quest’ultima celebrazione hanno partecipato le sue “allieve“ storiche alle quali ha trasmesso con grande generosità.i segreti della traduzione “scrupolosa, bella e fedele“.

Groff era dotato di una straordinaria abilità che gli consentiva di passare da una tipologia di testo all’altra e le sue traduzioni sono il risultato di un lavoro preciso e scrupoloso, che non ammetteva nessuna licenza rispetto al testo. Il risultato erano meravigliose opere in grado di restituire nella nostra lingua gli aspetti più sensibili dei testi. “Vermittler“, era infatti uno dei termini con cui amava definire il ruolo del traduttore: mediatore, intermediario, traghettatore. Già perché per Claudio la traduzione era traghettare con la massima fedeltà il senso dei termini e della lingua da cui traduceva, il suo amato tedesco. Ma senza mai tralasciare la bellezza della lingua. “Claudio Groff ha fortemente creduto nella formazione di una nuova e fresca generazione di giovani traduttori che – col consueto garbo e modestia – ha aiutato concretamente a crescere“ racconta Paola Maria Filippi, una delle principali organizzatrici dell’evento. “Il premio è stato ideato per i traduttori e le traduttrici di letteratura tedesca di età non superiore ai 45 anni che abbiano tradotto nel biennio 2018-2019 opere significative. “Il limite dell’età per la partecipazione al premio va esattamente in questo senso“. Paola Maria Filippi, Legata a Claudio Groff da storica amicizia, già docente di Letteratura tedesca e traduzione letteraria all’Università di Bologna e Rettore della Classe di Lettere e Arti nell’Accademia Roveretana degli Agiati, ha tradotto con Groff «l’Epistolario» di Rainer Maria Rilke e Lou Andreas Salomè.

Al bando, comunicato a inizio anno con la naturale speranza, oggi irrealizzabile, di poter effettuare l’evento in presenza, hanno aderito numerosi giovani traduttori e per la giuria non è stato semplice scegliere i tre finalisti.

La giuria composta da Michele Sisto, professore di Letteratura tedesca all’Università di Chieti-Pescara, e Ada Vigliani, traduttrice di nota fama, vedeva in origine anche la presenza di Enrico Ganni, improvvisamente scomparso il 18 luglio 2020.

Anche Enrico Ganni, germanista, docente, traduttore, editor di Einaudi e carissimo amico di Claudio Groff verrà ricordato durante la giornata e per chi volesse leggere un pezzo bellissimo e ironico scritto Ganni in occasione della scomparsa di Claudio consiglio il link: https://biancamano2.einaudi.it/ach-claudio/

Infine sveliamo i nomi dei tre finalisti:

Teresa Ciuffoletti con la traduzione L’amore all’inizio di Judith Hermann, editore L’Orma, Roma

Marco Federici Solari con la traduzione Prigione di Emmy Hennings, editore L’Orma, Roma

Lucia Ferrantini con la traduzione Come desideriamo di Carolin Emcke, La Tartaruga edizioni, Milano

Le informazioni sul programma della giornata e il collegamento epr accedere si trovano a questo link.

Il Premio Claudio Groff. Tradurre letteratura, tradurre mondi avrà cadenza biennale e ci si augura nei prossimi anni di poter vivere la giornata insieme e di persona. In ogni caso la versione in streaming consentirà anche a coloro che non avrebbero potuto spostarsi per partecipare, di poter godere dell’intera giornata commemorativa.

Ach Claudio“ direbbe Ganni. Quanto ci manchi.

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