E’ tornato sul tema della regolamentazione delle lobby e lo ha fatto istituendo nuovamente, sul suo sito internet, il registro pubblico degli incontri con i portatori di interessi particolari. Riccardo Nencini, presidente della VII Commissione Istruzione, Cultura, spettacolo e sport del Senato, è stato il primo in Italia ad prevedere un pubblico registro delle lobby in Toscana nel 2002 e da vice ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti dei Governi Renzi e Gentiloni, è stato primo parlamentare e membro del governo ad istituire spontaneamente un registro pubblico degli incontri con i portatori di interessi sul sito istituzionale Mit. E’ inoltre sua la proposta di legge del 2018 dove si chiede l’istituzione di un regolamento per il Senato della Repubblica “per promuovere i principi di pubblicità e trasparenza delle Istituzioni”.

Proposta dal titolo “Regolamento dell’attività di rappresentanza degli interessi dentro e fuori le sedi del Senato” che non è stata mai discussa in parlamento. “Da sempre chiedo che si faccia un passo avanti che vada in questa direzione, la materia è stata più volte trattata – ha dichiarato Nencini – ma ad oggi non si è arrivati ad un intervento normativo. E nell’attesa che si preveda una norma specifica, condivisa da parlamentari, forze politiche e membri del governo – ha aggiunto – conviene intanto istituire il registro spontaneamente e auspico che l’iniziativa sia intrapresa da più parti“.

Proprio nel primo giorno della Legislatura, Riccardo Nencini aveva depositato il disegno di legge già presentato nel 2013, dove si proponeva l’introduzione di una normativa generale per regolamentare, in assenza di una legge, le attività di rappresentanza di interessi nei confronti dei decisori pubblici. Nencini dunque è tornato a istituire il registro, che è possibile consultare attraverso iperlink sulla pagina istituzionale di Nencini sul sito del Senato. Nel registro, dove è previsto un codice di autoregolamentazione, si censiscono gli appuntamenti avuti, chi si incontra, a quale titolo viene chiesto l’incontro, per quale motivo, di cosa si è parlato e l’indicazione di un collaboratore responsabile dell’incontro.

CONTINUA A LEGGERE SU ECODAIPALAZZI.IT

Seguici su:
Facebook  |  Youtube  |  Telegram  |  Twitter

Rispondi