di Claudia Crivellaro

Il premio sarà rivolto a traduttrici e traduttori letterari, i quali grazie alla capacità intrinseca di tessere legami tra lingue distanti, ci restituiscono l’originale bellezza delle opere. La traduzione vincitrice verrà annunciata durante la cerimonia di premiazione a Rio nell’Elba il 20 luglio 2021, nella serata inaugurale di Elba Book Festival, l’appuntamento isolano dedicato all’editoria indipendente e a progetti editoriali speciali.

Il premio per la traduzione letteraria nasce nel 2016 dalla volontà della famiglia Claris Appiani di ricordare il figlio Lorenzo, giovane avvocato tragicamente scomparso durante la sparatoria avvenuta all’interno del Palazzo di Giustizia di Milano nell’aprile del 2015, alla cui memoria è dedicato. Scopo dichiarato è la valorizzazione di un “mestiere”, quello del traduttore, fondamentale per la funzione che svolge: costruire ponti tra mondi e culture diverse in un’epoca, quella attuale, in cui sembra invece prevalere la tentazione di innalzare muri e barriere. Il premio desidera anche valorizzare gli editori indipendenti che investono sulle traduzioni.

Il termine per la presentazione delle opere candidate è il 31 dicembre 2020. Il bando è consultabile e scaricabile collegandosi a:

https://www.elbabookfestival.com/premio-claris-appiani/

Il credito che il premio ha progressivamente acquisito all’interno del panorama editoriale e culturale italiano è sottolineato dalla qualità dei componenti della giuria, chiamati a mettere in risalto opere spesso poco note al grande pubblico, ma rivelatrici di culture affascinati. Per l’edizione 2021 la giuria è composta da cinque membri, tre espressi dall’Università per Stranieri di Siena (UNISTRASI) e due indicati dall’Associazione Culturale Elba Book Festival: Lucinda Spera, (presidente), docente di Letteratura italiana, UNISTRASI; Anna Linda Callow, traduttrice, saggista e docente universitaria; Manuela Consonni, Professor of Jewish History and Contemporary Jewry at The Hebrew University of Jerusalem; Liana Tronci, docente di Glottologia e Linguistica, UNISTRASI; Elisabetta Zevi, curatrice editoriale e traduttrice.

Anche per l’edizione 2021 sarà madrina del premio e moderatrice del dibattito che seguirà la premiazione Ilide Carmignani, traduttrice di alcuni dei più importanti autori di lingua spagnola e portoghese, da sempre impegnata a diffondere l’importanza del ruolo culturale, e non meramente professionale, del traduttore, curatrice di eventi sulla traduzione per il Salone Internazionale del Libro di Torino e animatrice di altre importanti iniziative in questo campo.

«La traduzione è da sempre un paradigma di accoglienza — ha spiegato Ilide Carmignani ai giornalisti nella scorsa edizione— perché non assimila lo straniero cancellando ogni sua caratteristica estranea né si arrende servilmente all’altro fino a perdere la propria identità. La traduzione è un incontro che preserva e arricchisce entrambe».

Nell’ambito dell’ edizione 2020 oltre alla premiazione è stato realizzato anche l’ OMAGGIO A LUIS SEPÚLVEDA. Hanno dialogato con Ilide Carmignani Loredana Lipperini, conduttrice di Fahrenheit Rai Radio3 e Marino Sinibaldi, giornalista, direttore di Rai Radio3.


Ilide Carmignani, traduttrice nota per le traduzioni di famosi autori tra cui Sepúlveda

La letteratura ebraica al centro del Premio

Una immersione nella letteratura in lingua ebraica. È questa la proposta del Premio Lorenzo Claris Appiani per la traduzione letteraria del premio giunto ormai alla sesta edizione. Le lingue celebrate nelle scorse edizioni ad oggi sono state l’arabo, il russo, il cinese, il portoghese e nell’edizione 2020 il giapponese. Lingue che rappresentano culture affascinanti e lontane.

Il premio si concentrerà infatti sulle opere più recenti della letteratura in lingua ebraica e sul lavoro dei loro traduttori, figure invisibili ma insostituibili di ogni processo di mediazione culturale. Sarà inoltre l’occasione per riportare l’attenzione dei lettori italiani su una delle produzioni letterarie tradizionalmente più fertili e creative, in grado di rappresentare, attraverso le sue numerose voci, l’originalità di una cultura, quella ebraica, che come poche altre riesce a farsi al contempo interprete di valori universali.

Il vincitore del premio Lorenzo Claris Appiani 2020

Nell’ultima edizione, quella del 2020, la famiglia Appiani in accordo con i membri della giuria ha scelto di indagare l’ambiente della traduzione dal giapponese e la fertile produzione letteraria di un paese geograficamente e idealmente lontano. Il vincitore del premio è stato Gianluca Coci, traduttore e iamatologo italiano, esperto di letteratura giapponese moderna e contemporanea, professore ordinario di lingua e letteratura giapponese presso l’Università Degli Studi Di Torino.


Il vincitore Gianluca Coci con l’autrice Murata Sayaka e il libro vincitore, La ragazza del convenience store, Edizioni e/o

Mentre nelle edizioni passate sono state organizzate molte attività innovative, dai trekking letterari a spettacoli di teatro e concerti, dai laboratori a dibattiti e mostre, il conferimento del Premio Appiani del 2020 è stato uno dei pochissimi eventi organizzati per l’Elba Book Festival di quest’anno. Un evento quasi simbolico in un periodo segnato da paure e limitazioni sia fisiche sia psicologiche. Per l’edizione 2021 si organizzerà il Festival in base a quella che sarà l’effettiva situazione generale dovuta alla pandemia.

Sostenere l’Elba Book Festival

Il festival è nato nel 2015 da un’idea di Andrea Lunghi, Roberta Bergamaschi, Marco Belli e Giorgio Rizzoni.

L’Elba Book Festival si svolge nel versante orientale dell’Elba e precisamente a Rio nell’Elba. Si pone in controtendenza, rispetto alle tendenze dell’isola in estate, poiché si rivolge a un turismo consapevole e sostenibile, cercando di dar voce all’Editoria Indipendente, alla piccola realtà locale, cercando di essere una piattaforma di incontri e confronti.

Il Festival nasce sulla scia del Progetto “Eremo di Santa Caterina”, che da quarant’anni accoglie scrittori, intellettuali, botanici, archeologi da tutto il mondo. Oltre duecento artisti hanno soggiornato presso l’Eremo per trovare pace, silenzio, ispirazione.

Fra gli altri, Hervé Guibert, Hans Georg Berger, Michel Foucault, Norberto Bobbio, Nan Goaldin, Roberto Gabetti e Aimaro Isola, Riccardo Francovich, Cesario Carena, hanno lasciato testimonianza del soggiorno nelle loro opere.

Il Festival può essere sostenuto con contributi che verranno devoluti all’acquisto di materiali per le attività dei più piccoli e per realizzare workshop.

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