In Parlamento è stata annunciata la costituzione di nuove componenti nei gruppi parlamentari alla Camera dei deputati e al Senato della Repubblica tra +Europa e Azione. Ne parliamo per Eco dai Palazzi con il tesoriere di +Europa, Valerio Federico. 

Federico, Emma Bonino e Matteo Richetti annunciano la costituzione di un nuovo gruppo parlamentare in comune tra +Europa e Azione. Può commentare la notizia?
E’ l’esito di un percorso che ha visto i due soggetti ritrovarsi insieme nella scelta di essere opposizione all’attuale maggioranza di Governo e alternativi al centro destra targato Salvini – Meloni, così come rigorosi avversari di tutti i populismi, di nuovo coalizzatisi in occasione dell’ultimo referendum costituzionale. Ci accomuna inoltre quell’analisi che vede nella bassa produttività italiana la bussola per orientarsi verso gli investimenti utili alla sua crescita, creare ricchezza resta la strada per distribuirla. E poi.. di snellire i processi burocratici se ne parla da decenni eppure i lavoratori stanno ancora aspettando la cassa integrazione di luglio, una ventina di miliardi previsti dai vari decreti per il primo lockdown sono ancora nelle casse dello Stato. Naturalmente la scelta europeista netta che ha segnato nascita e vita di +Europa è anche di Azione. La scelta di costituire nuovi gruppi parlamentari è pienamente politica. 

+Europa e Azione, sin dalla nascita del governo Conte bis, hanno assunto posizioni come lei ha ricordato alternative a quelle di Governo e a quelle delle opposizioni populiste e sovraniste. Un esempio di questa collocazione politica è rappresentata dalla richiesta di accesso ai fondi MES. Perché chiedete l’accesso a questi fondi?
Questo Governo e le Regioni non hanno adeguatamente preparato il sistema sanitario alla prevista seconda ondata di pandemia e oggi le persone muoiono anche in pronto soccorso in attesa di essere trasferite in reparto. Il MES light andava utilizzato da subito, da maggio, per prepararsi alla seconda ondata, 37 miliardi a tassi negativi, con risparmi enormi dato lo spread del periodo, ma sarebbe ancora utile oggi, con lo spread intorno ai 120 punti risparmieremmo ancora 300 milioni all’anno.  E per quanto tempo, peraltro, beneficeremo degli acquisti della BCE in queste dimensioni che aiutano così tanto i mercati a fidarsi di noi?  Il mancato utilizzo del MES è esemplificativo di come ancora Di Maio tiene in scacco il Partito Democratico, la capacità auto-riformatrice del Conte 1 rispetto al Conte 2 è stata sostanzialmente nulla. 

Alla Camera dei Deputati il gruppo sarà composto da Enrico Costa, Riccardo Magi e Nunzio Angiola, mentre al Senato vedremo nella stessa componente Emma Bonino e Matteo Richetti. Sono previste ulteriori interlocuzioni con parlamentari e movimenti politici?
+Europa si è data l’obiettivo, ambizioso, di cui questo delle componenti con Azione è un primo passo, di un patto federativo con le forze liberali, ecologiste ed europeiste di questo Paese, in questa direzione continueremo a muoverci. 

+Europa ha scelto politica, programmi e denominazione in un momento in cui l’Ue appariva come un “nemico” degli Stati membri. Oggi che la narrazione politica è cambiata, ritiene possibile trasformare il vostro programma europeista in un maggior consenso elettorale?
Molti cittadini stanno capendo e verificando che un futuro di benessere, in tutte le sue possibili declinazioni, non può che passare dall’Unione europea che oggi in occasione della pandemia sta producendo uno sforzo economico e politico comune senza pari. Noi chiediamo in questa fase, tra l’altro, la costituzione di una forza di regia, intervento sanitario rapido e protezione civile dell’Unione europea per epidemie e pandemie, in un percorso di riforma dei trattati che porti fino a un vero e proprio comparto sanitario federale per le emergenze sanitarie.  Come si può immaginare, con la Cina che stringe accordi commerciale con i principali paesi asiatici e con l’Australia nell’ottica di allentare gli scambi con gli USA, che si possa giocare un qualunque ruolo, anche a beneficio delle produzioni italiane, se non come Unione europea? 

Lei è un politico di ascendenze radicali, un federalista. Ci sono proposte a cui tiene particolarmente per far progredire il federalismo europeo?
Nella Carta dei diritti fondamentali dell’UE si legge che “la realizzazione della integrazione europea e il godimento dei diritti che ne derivano fanno sorgere doveri verso l’intera comunità umana”, con una formula straordinaria che abbiamo anche nello statuto di +Europa si afferma che il percorso, ancora incompiuto, verso il federalismo, è, e dovrà essere più di oggi, utile a tutti, passando anche dalla promozione di ampie autonomie. Noi pensiamo in primis ai Comuni, l’istituzione di prossimità, che oggi hanno un ridotto spazio di azione e di autonomia, anche impositiva, per venire incontro ai bisogni dei cittadini. 

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