In mezzo a tanto – troppo? – intrattenimento, arriva su RAI1 il film Rita Levi Montalcini. Sarà trasmesso in prima serata il 26 novembre.

È stata una delle italiane più famose al mondo, una personaammirata in ambito scientifico per la sua spiccata intelligenza e, al contempo, adorata dalla gente comune per la sua cortese modestia.

Le sue vicende saranno narrate in questa coproduzione Rai Fiction-Cosmo Productions EU e sarà Elena Sofia Ricci adinterpretare il ruolo della protagonista. Nelle note di regia si sottolinea l’intento dell’opera: “Un omaggio a uno dei più grandi personaggi della storia italiana: il premio Nobel Rita Levi-Montalcini. La prima donna italiana ad ottenere nel campo della ricerca, il riconoscimento di maggior prestigio.”

Nelle prime scene, quindi, si intravede Stoccolma, dove la neurologa riceve Premio Nobel per la medicina nel 1986 e poi ci si sposta tra Torino (dove era nata nel 1909), Roma e altre location dove si spostava per portare avanti gli studi ed incontrare non soltanto colleghi ed altri esperti, ma anche quei giovani che tanto amava in quanto, diceva, nelle loro mani c’è il futuro.

Il regista Alberto Negrin afferma di voler “emozionare il pubblico senza tradire la verità, commuovendo, divertendo o rattristando gli spettatori con grande semplicità”.

Infatti, da un lato Elena Sofia Ricci incarna perfettamente il personaggio riprendendo movenze, atteggiamenti e parole. Ad esempio quando dichiara un amore incondizionato per l’essere umano e aggiunge di aver dedicato l’intera vita alla scoperta di un mistero, la mente umana.

Dall’altro, per rendere più comprensibile la caparbietà della scienziata, è stata aggiunta la storia di finzione per cui, a seguito dell’incontro con una giovane violinista con gravi problemi alla vista, la Montalcini si sarebbe concentrata per applicare concretamente le sue scoperte già riconosciute a livello internazionale nel campo della medicina.

L’effetto è quello di sottolineare quanto, per questa donna, non contassero i riconoscimenti pubblici sebbene ne avesse parecchi – quanto piuttosto dare un’applicazione clinica alle sue ricerche, trovare cure reali ed efficaci, offrire i suoi studi affinché gli esseri umani potessero migliorare le loro condizioni di vita.

Attorno al pretesto narrativo si intrecciano, tramite flashback, scene che mostrano la sua gioventù e il suo percorso, compresa lasfida alle convenzioni sociali dell’epoca che imponevano alle donne di sposarsi e metter su famiglia, mentre lei si proclamava libera da qualsiasi legame e convinta di proseguire verso i suoi obiettivi.

Il film, liberamente ispirato alla sua vita, evidenzia l’entusiasmo, la volontà indomita, la determinazione della studiosa.

Rita Levi Montalcini ci ha lasciati nel 2012, all’età di 103 anni, senza reamente lasciarci mai perché i suoi insegnamentirimangono tutt’oggi fondamentali per la scienza e i suoi comportamenti esempio per ciascuno di noi.

Del resto, come diceva lei stessa,quando muore il corpo, sopravvive quello che hai fatto”.

                                    Sabrina Sciabica

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