Torna l’ombra della provetta di antrace, stavolta contro l’Iran.

Il 3 dicembre, gli Stati Uniti hanno sanzionato l’entità iraniana Shahid Meisami Group e il suo direttore, Mehran Babri, per presunte attività legate alla ricerca sulle armi chimiche.

Il gruppo viene accusato di essere collegato all’Organizzazione iraniana per l’innovazione e la ricerca in materia di difesa (SPND), coinvolta, a detta di Washington, in tentativi segreti dell’Iran per lo sviluppo di armi di distruzione di massa.

L’organizzazione fu istituita nel 2010 dal fisico nucleare Mohsen Fakhrizadeh, assassinato nei giorni scorsi.

“Lo sviluppo di armi di distruzione di massa da parte dell’Iran è una minaccia alla sicurezza dei suoi vicini e del mondo”, ha dichiarato il segretario al Tesoro Usa, Steven Mnuchin, aggiungendo che “gli Stati Uniti continueranno a contrastare qualsiasi tentativo del regime iraniano di sviluppare armi chimiche che potrebbero essere utilizzate dal regime o dai suoi affiliati per portare avanti i loro piani malvagi”.
Intanto le forze armate israeliane e statunitensi hanno intensificato il coordinamento in vista di possibili ritorsioni iraniane legate all’omicidio dello scienziato.

Lo riferisce il quotidiano israeliano Haaretz

 

 Gli Stati Uniti esportano democrazia, ma a pagamento

Gli Stati Uniti esportano democrazia, ma a pagamento.
Neera Tanden, l’attuale scelta di Joe Biden per l’Ufficio per la gestione e il bilancio, in un’e-mail trapelata qualche anno fa asseriva che i libici avrebbero dovuto usare gli introiti derivanti dalla vendita di petrolio per ripagare i costi sostenuti dagli Stati Uniti nei bombardamenti.
Nove anni più tardi (la missiva risale, infatti, al 2011), Washington ha trovato il modo di rimettersi in pari.
Nell’incontro virtuale del 1 dicembre organizzato dalla Camera di commercio americana in Libia (AmCham Libya) si è parlato delle prospettive di investimento del settore privato nello Stato del Nordafrica.
Nel corso dell’evento, l’ambasciatore degli Stati Uniti in Libia, Richard Norland, ha osservato che il processo politico in corso fornisce ai leader politici ed economici libici un’opportunità unica per attuare riforme, e fare del Paese un partner forte e affidabile per gli investimenti degli imprenditori americani.
Camera di commercio e Ambasciata Usa hanno espresso il loro sostegno alle imprese americane che intendono “investire in un futuro più prospero per la Libia e per il suo popolo”.

Chissà se anche quest’ultimo è soddisfatto dell’affare.

In milioni protestano in India, strade bloccate

È stato uno sciopero nazionale colossale, quello svoltosi lo scorso 26 novembre in India e organizzato da dieci grandi sindacati indiani.

Vi hanno partecipato fino a 250 milioni di persone e a nulla sono serviti barriere, gas lacrimogeni e cannoni ad acqua.
Le proteste continuano tuttora e, a detta dei manifestanti, termineranno solo se il governo Modi abolirà le leggi emanate in settembre in materia di agricoltura.
Queste ultime favorirebbero una deregolazione del settore agrario potenzialmente minacciosa per i piccoli e medi agricoltori, i quali finora hanno potuto contare sull’acquisto dei loro prodotti da parte dello Stato a un prezzo minimo garantito.
Poiché le riforme incoraggiano la vendita diretta al settore privato, i produttori temono che il passo successivo possa consistere nella perdita del supporto statale.

Il prossimo sciopero nazionale è in programma l’8 dicembre con il blocco delle strade che portano a Delhi.

News per Andromeda Project in collaborazione con ecodaipalazzi.it per la sezione esteri a cura di

Giulia Zanette

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