In ottemperanza al Dpcm del 3 dicembre 2020, “per fronteggiare l’emergenza epidemiologica da Covid-19”, sono ancora sospese “le mostre e i servizi di apertura al pubblico dei musei e degli altri istituti e luoghi della cultura”, almeno fino al 15 gennaio 2021.

Eppure l’arte non chiude mai e, tra i tanti, abbiamo scelto due esempi per mostrare come tutti i lavoratori del settore stiano continuando, con sforzi immani, a resistere e a lavorare per la diffusione del bene più prezioso che abbiamo, la cultura.

Alla Galleria Nazionale di Roma, Cristiana Collu continua a comunicare virtualmente, dato che le pareti del museo che dirige dal 2015, devono restare serrate.

È sua l’idea del video Breve videostoria di (quasi) tutto, un messaggio di speranza, un messaggio di costanza, con l’intento di sottolineare che l’arte è un valido supporto in momenti bui come quelli attuali.

La Direttrice ha deciso di creare una serie di video, fruibili gratuitamente dal sito della Galleria Nazionale, in cui abbiamo l’occasione, non soltanto di rivedere le sale e le relative opere, che tanto ci mancano, ma anche di sentire opinioni, riflessioni e commenti di esperti di vari settori per continuare a parlare di arte perché, come ci dice lei stessa: “Sono loro, le opere, quello che rimane nella giungla del reale, insieme a tutte le altre rovine del mondo, dopo la catastrofe.”

Milano, 7 dicembre, Sant’Ambrogio, data che, nella tradizione meneghina, corrisponde all’apertura del più grande teatro d’Italia, uno dei più prestigiosi al mondo, La Scala.

E, dato che non è possibile accogliere il pubblico, è stato ideato “A riveder le stelle”, con la regia di Davide Livermore. Lo show, trasmesso da Rai Cultura su Rai1, su Radio3, e sempre disponibile su Raiplay, sarà visibile in Francia, in Germania e in numerosi canali internazionali, persino nelle tv russa e coreana.

Due ore e quarantacinque minuti di spettacolo per la tv che includono una selezione di brani dalla storia dell’Opera Lirica, con interpreti internazionali diretti dal Maestro Riccardo Chailly, intervallati da poesie recitate da attori professionisti e passi di danza di illustri ballerini, tra cui Roberto Bolle.

Stavolta il pubblico è seduto sul divano di casa, e l’orchestra presente in sala non beneficerà dei calorosi applausi degli spettatori dal vivo, eppure le emozioni sono ugualmente garantite, trasmesse dalle luci del palco, dalla musica, dai costumi e da tutto ciò che ci fa ancora più ardentemente desiderare di poter tornare in teatro.

Ecco che le eccellenze italiane diventano un esempio di tenacia per il mondo intero e dimostrano che, tutt’altro che “chiusa”, la nostra arte è viva, è sana, è dinamica ed è, probabilmente, la nostra unica salvezza.

Sabrina Sciabica

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