Rassegna stampa

INTERNI

Verifica. Oggi pomeriggio Conte riceverà la delegazione del M5s (capigruppo, capodelegazione e “big”). Seguirà il Pd e poi “gli altri partiti”. Conte, Pd e M5s (e Mattarella) isoleranno Renzi e lo metteranno spalle al muro dandogli qualche contentino per salvare la faccia (Guerzoni sul Cds)

Palla in tribuna. Renzi nervoso: “Il problema non è solo la cabina di regia del Recovery fund ma quello che succederà dopo”. Comunque la parola crisi non è più evocata (Meli sul Cds)

Governo erratico. Il balletto sulle decisioni sullo spostamento fra comuni e la ripartizione scriteriata dei fondi del Recovery Plan sono emblemi di un governo figlio di una manovra parlamentare ma senza una missione condivisa. Unico orizzonte gli aggiustamenti vantaggiosi in termini di potere. Soprattutto da parte di “microfrazioni” senza più elettori (Paolo Mieli sul Cds)

Squadra sbagliata. Bonaccini fa gioco di squadra (con Renzi): “Governo lontano dal Paese reale: non è in grado di cogliere i bisogni e le priorità dei cittadini” (int. su La St). La lotta per la Segreteria del Pd riparte…

Centrodestra. Berlusconi vuole essere della partita nella gestione della torta: “Mettiamo a disposizione del governo le nostre proposte” (lettera al Cds). Occorre un nuovo governo con Forza Italia (Sallusti sul Gn declina in concreto). Salvini: “Se Conte cadesse, si potrebbe formare un governo di centrodestra” (Rapisarda su Lib)

Alleanza urgesi. L’origine problemi è che l’unico collante M5s e Pd è ancora l’antisalvinismo: non si è ancora creata un’alleanza consapevole e strutturata, con un’identità politica chiara e selezione di uomini e obiettivi. Conte ne ha approfittato svincolandosi dal ruolo di “premier altrui” e agendo in proprio per incassare i dividendi politici generati dai fondi europei (Mauro su Rep)

Simulazione. Se si votasse con l’attuale legge elettorale (con i nuovi collegi) e utilizzando la media dei sondaggi come intenzioni di voto, il centrodestra arriverebbe a 260 seggi alla Camera e 125 al Senato. Mancherebbero solo 7 voti per arrivare ai due terzi dei parlamentari ed eleggere il Presidente della Repubblica al primo turno (Salvini sul Ft)

ECONOMIA

Recovery plan. Anche se l’Italia fosse una macchina amministrativa perfetta non sarebbe in grado di spendere i 209 mld in arrivo perchè sono cifre mai viste prima in nessun Paese. Figuriamoci noi che negli ultimi sette anni abbiamo speso solo 16 dei 40 mld dei fondi strutturali. Senza parlare dei tempi per indire le gare d’appalto, dei prevedibili ricorsi, etc… (Boeri e Perotti su Rep)

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