Rassegna stampa

Rimpasto. Ci sarebbe un rimpasto solo se Fico si candidasse a sindaco di Napoli: con Franceschini presidente della Camera si aprirebbe un minivalzer di poltrone. Ma Fico non ci pensa proprio: si cimenterebbe per la prima volta con gli elettori ed è meglio evitare (Cesaretti sul Gn)

Intelligenti pauca. L’oracolo Marzio Breda sul Cds: “Chissà come reagirebbero gli italiani se la prova di forza nella maggioranza sfuggisse di mano e si aprisse una crisi al buio che fatalmente sfocerebbe in elezioni anticipate”. Nel caso il concetto sfuggisse al senatore semplice: “La linea di Mattarella è fermissima: non darà alcun disco verde a maggioranze raccogliticce e precarie”.

Memento. Nel 1994 il presidente del Consiglio Ciampi rassegnò le dimissioni e Scalfaro sciolse le Camere pur essendoci sulla carta i numeri per una maggioranza raffazzonata. Quindi Renzi ha le spalle al muro e dovrà accontentarsi di qualche poltrona ma senza innescare la crisi (Valentini sul Fg)

Maggioranza compatta. Crippa, capogruppo del M5s alla Camera: “Se andiamo a votare, Italia viva scompare” (int. su Rep)

Aizzatore. Stefano Folli, che ha un’antipatia viscerale per Conte, aizza Renzi: l’ex premier perderebbe tutta la credibilità se non portasse fino in fondo la battaglia. Una maggioranza alternativa andrebbe però costruita con discrezione… (Rep)

Recovery plan. Cottarelli: “Non bisogna sostituire la Pubblica amministrazione: bisogna farla funzionare. Se un ministro è lento lo si manda via: non lo si affianca con un Commissario” (int. sul Dub)

ECONOMIA

Mediaset-Vivendi. Bruxelles mette in discussione la norma salva Mediaset e fa una cosa giusta e pure di sinistra (Vincenzo Vita sul Man si prende la sua rivincita)

UE

Giganti digitali. Oggi la Commissione europea presenta due pacchetti di regole (DSA e DMA) per rafforzare il mercato unico digitale europeo (creando più concorrenza), proteggere i cittadini e rendere l’ambiente online più sicuro (Della Sala sul Ft)

Politiche migratorie. Il Consiglio europeo ha ottenuto l’intesa sul Recovery fund e sul bilancio ma non sulle politiche migratorie: i Paesi dell’est ancora contrari alla solidarietà obbligatoria per la ridistribuzione dei migranti (Fg).

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