Londra: nuovo ceppo Covid, nuove restrizioni, caos per gli italiani in rientro

La Gran Bretagna ha improvvisamente cancellato l’allentamento delle restrizioni previsto per il periodo natalizio ed ha anzi dato una stretta: inizialmente, infatti, il governo aveva “concesso” un allentamento delle restrizioni di 5 giorni, fra il 23 ed il 27 dicembre, permettendo ad un massimo di tre famiglie di potersi riunire.

Ma nel tardo pomeriggio di sabato 19 è arrivata la virata: mentre per Scozia, Galles ed alcune contee inglesi l’allentamento sarà ridotto solamente al giorno di Natale, Londra e contee del sud dell’Inghilterra come Kent, Essex, Bedfordshire Buckinghamshire, Berkshire, Surrey, Gosport, Havant, Portsmouth, Rother e Hastings rientreranno nel nuovo livello di emergenza, il livello 4, molto simile ad un lockdown in piena regola e che esclude persino l’allentamento del giorno di Natale.

“Nelle aree suddette non sarà concesso muoversi di casa e al chiuso non sarà concesso vedere altre persone al di fuori del proprio nucleo familiare, dalla mezzanotte di oggi,” ha dichiarato il primo Ministro Boris Johnson in conferenza stampa .

All’aperto concesso incontrarsi solo con una persona esterna alla famiglia. Chiusi ristoranti, palestre, parrucchieri. Motivazione: il riscontro di un nuovo ceppo del Coronavirus. Vietati anche gli spostamenti interni nel Regno Unito, escludendo quelli per lavoro o per studio.

Caos negli aereoporti e incertezza sul nuovo ceppo del virus

La conseguenza immediata è stata una fuga improvvisa di cittadini dalla capitale, britannici e non, molto simile alla fuga di persone da Milano in quel di marzo. Fra essi, moltissimi italiani che si trovano in Inghilterra per lavoro o per studio, e che avevano già pianificato il rientro presso le famiglie di origine. Come sottolinea Lorella Zanardo, la Farnesina non ha fornito sinora indicazione alcuna.

Mentre scriviamo, si nota che l’ultimo aggiornamento pubblicato nel sito del Ministero degli esteri risale a venerdì 18 dicembre.

Ma la “scoperta” ha inoltre spinto la maggior parte dei governi europei a bloccare i voli provenienti dal Regno Unito ed il caos non riguarda solamente gli aereoporti italiani. I residenti europei in Gran Bretagna sono circa 3 milioni, mentre i britannici residenti in Europa sono circa 1,3 milioni. A bloccare i voli sinora sono stati, oltre all’Italia, la Repubblica d’Irlanda, la Germania, la Francia, l’Olanda e il Belgio.

Prevista una riunione dei paesi dell’unione entro oggi, lunedì 21 dicembre, per una risposta coordinate.

Al di fuori dell’Europa hanno preso provvedimenti anche Canada,  Hong Kong, Svizzera ed infine l’India.

Le nuove restrizioni britanniche dureranno due settimane, con un aggiornamento previsto il 30 dicembre. Le misure escludono l’Irlanda del Nord, dove rimane in essere l’allentamento dei 5 giorni natalizi, e dove tuttavia inizierà un lockdown di sei settimane dal 26 dicembre.

Sul nuovo ceppo del virus imperano l’incertezza e i condizionali, sia da parte dello stesso Johnson che da parte dei suoi consiglieri medici: “Nonostante ci sia una considerevole incertezza, potrebbe essere più trasmissibile del 70% rispetto a quello vecchio,” ha riferito il Primo Ministro, mantenendo però il punto fermo che “entro Pasqua le cose saranno radicalmente diverse, per via del vaccino.”

Ma sull’efficacia del vaccino, il Prof. Chris Witty ha aggiunto, “La nuova variante del coronavirus rende le cose molto peggiori, ma se il vaccino funziona contro di esso, ed al momento è solo una supposizione, allora c’è spazio per l’ottimismo.”

In precedenza aveva detto che non ci sono prove che suggeriscano che la nuova variante causi un tasso di mortalità più alto e che sia condizionata da vaccini e trattamenti.

Il nuovo ceppo s’incrocia con la Brexit

Va rilevata la singolare coincidenza dell’individuazione del nuovo ceppo del virus con la scadenza di Brexit, prevista proprio fra pochi giorni: la Gran Bretagna si avvia verso un’uscita dall’Ue senza accordo e da settimane si lamentano già intasamenti di autocarri nelle contee del sud, alle prese con le prime prove di burocrazia doganale post-Brexit.

Parigi ha annunciato domenica sera un blocco di 48 ore dei tir diretti verso il porto di Dover ed il Ministro dei Trasporti francese ha annunciato su Twitter un vago “protocollo di ripresa dei movimenti dal Regno Unito, nelle prossime ore,” precisando comunque che “la priorità è proteggere i nostri connazionali.”

Londra – in difficoltà a gestire il nuovo ceppo Covid come ciliegina sulla torta di una Brexit disastrosa – potrebbe scaricare la colpa del caos interno sui paesi europei che hanno bloccato le comunicazioni?

Leni Remedios

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