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Pensioni, Damiano: “Una petizione sulla flessibilità in uscita”

Introdurre la flessibilità in uscita dal mondo del lavoro, consentendo di anticipare la pensione fino a quattro anni rispetto ai requisiti previsti. Questo il sunto della proposta di legge dell’Associazione Lavoro & Welfare che vede come primi firmatari il presidente della Commissione lavoro alla Camera Cesare Damiano e la deputata PD Luisa Gnecchi. Una legge che cerca l’appoggio popolare, come spiegato da Damiano in conferenza stampa, “perché siamo per la partecipazione dal basso”. La raccolta firme ha raggiunto quasi 10.000 aderenti sul sito progressi.com in sole 48 ore. Con il documento rivolto al presidente del Consiglio Renzi e ai presidenti di Senato e Camera, si esprime il sostegno alla proposta di legge che prevede una penalizzazione del 2% l’anno per anticipare, fino a quattro anni, l’uscita dal lavoro e la possibilità per il lavoratori ‘precoci’ di andare in pensione con 41 anni di contribuzione, a prescindere dall’età e senza penalizzazioni. Abolite anche le distinzioni tra lavoratori del settore pubblico e di quello privato.

La proposta di legge A.C. 857/2013 porta la firma di oltre 53 deputati e chiede di modificare il fondo per i lavori usuranti e pesanti ad 13120546_10154194369912300_557919744_oaltri ordini. “Dei 5.000 lavoratori all’anno che si prevedevano potessero usufruire del fondo, gli effettivi sono molto meno. Dobbiamo allargarlo ad altre categorie, rivalutando i termini di accesso” ha aggiunto la Gnecchi.

Non eliminare la legge Fornero ma intervenire in quegli elementi di rigidità che la rendono difettosa, non prevedendo quel momento di transizione che ha creato il drammatico fenomeno degli esodati: “Non ci prestiamo alla trappola mediatica di cancellare la Fornero, ciò che vanno riviste sono le sue rigidità, per esempio considerando la categoria dei lavoratori precoci” precisa Damiano.  Siamo già a sette interventi in questo ambito e il presidente della Commissione lavoro non esclude che questo Parlamento debba effettuarne un ottavo a salvaguardia di quella generazione che è rimasta fuori dal mondo del lavoro, i giovani.

“Ci battiamo da tre anni in Parlamento, il Governo – continua il deputato PD – inizia a interessarsi alla nostre proposte. Attualmente il testo è incardinato in Commissione. Questo è l’anno giusto, ci voleva del tempo di riflessione ma ora siamo pronti. Ho molto apprezzato in questo senso le dichiarazioni del sottosegretario Tommaso Nannicini sulla flessibilità. Il Governo si confronti con la nostra proposta, in Parlamento e con i sindacati; quella che proponiamo è una manovra di politica economica e sociale che libererebbe anche il tappo generazionale che impedisce ai giovani di entrare nel mercato del lavoro.”

Il sito dove è possibile firmare a favore della petizione raccoglie non solo le adesioni alla petizione ma anche le storie e i commenti degli interessati, è possibile accedevi tramite questo link.

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