Angelo Attaguile, deputato nazionale di Noi con Salvini, ha depositato una interrogazione al ministro dell’Interno sulla questione degli hotspot per migranti che dovrebbero sorgere nell’agrigentino e nel messinese per conoscere ufficialmente “se il Governo sia effettivamente intenzionato a moltiplicare le strutture di accoglienza temporanea per i sedicenti migranti richiedenti asilo o altra protezione internazionale in alcune delle zone di maggior importanza turistica della Sicilia”. E, inoltre, “con quali misure il Governo conta eventualmente di compensare le comunità locali per i disagi e le probabili perdite di reddito conseguenti alla inevitabile compromissione delle potenzialità turistiche”.
“Alla vigilia dell’inizio della stagione turistica – commenta l’on. Angelo Attaguile nella sua interrogazione – il Governo sta provvedendo all’attivazione di centri d’accoglienza ricavati all’interno di strutture destinate al turismo. E’ accaduto nell’agrigentino – ricorda Attaguile – per l’Hotel Villa Sikania a Siculiana, che ora ospita mediamente 300 immigrati, mentre soltanto degli ostacoli burocratici avrebbero impedito che subisse la stessa sorte anche l’Hotel dei Pini a Porto Empedocle. Adesso – attacca Attaguile – la stessa fine potrebbe fare l’Hotel Capo Rossello di Realmonte, sempre in provincia di Agrigento, a due passi dalla Scala dei Turchi recentemente esaltata con la nomination Unesco”.
Nella sua interrogazione rivolta al ministro dell’Interno Angelino Alfano, Attaguile sottolinea come si intenda attuare la stessa – si legge in una nota – irresponsabile politica anche a Messina: “ad ospitare una o più strutture di accoglienza potrebbe essere pure la città di Messina, che attualmente ne è priva. La notizia secondo la quale il Governo sarebbe intenzionato a realizzare a Messina un vero e proprio hotspot ha suscitato la forte contrarietà di un largo spettro di forze politiche, inclusi amministratori e parlamentari locali”.
Sembra che sia temuta l’eventualità che i migranti irregolari evadano dalle strutture approntate, accampandosi anche nelle città e nelle località a più forte vocazione turistica, compromettendone significativamente – come sostenuto da Attaguile – la capacità di attrarre investimenti.
