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Parlamento

Viminale, il Comitato nazionale per l’ordine e la sicurezza pubblica a lavoro dopo i fatti di Nizza

Oggi, il ministro dell’Interno, Angelino Alfano ha presieduto il Viminale il Comitato Nazionale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica. Sulla base di una approfondita analisi della situazione interna, il Comitato ha valutato all’unanimità di mantenere alto il livello di vigilanza e di allerta nel Paese, rafforzando ulteriormente i dispositivi di sicurezza sull’intero territorio nazionale, soprattutto nei confronti degli obiettivi sensibili. Su parere conforme del Comitato, ha disposto, pertanto, l’intensificazione delle attività informative avvalendosi del contributo del Comitato di Analisi Strategica Antiterrorismo (CASA) che in seno al Dipartimento della Pubblica Sicurezza, rafforza lo scambio di informazioni tra i vari organismi di Intelligence e le Forze di Polizia nazionali e straniere.

Le nostre strutture di Intelligence e delle Forze di Polizia lavorano 24 ore al giorno – ha sottolineato il ministro Alfano – per fare il massimo della prevenzione, ma nessun paese può dirsi a rischio zero”.

Infatti, in relazione alla recrudescenza della minaccia jihadista, sono state attuate innumerevoli iniziative di prevenzione sul territorio nazionale, mirate verso luoghi di aggregazione e altri ambiti ritenuti sensibili in relazione al fenomeno dei foreign terrorists fighters/returnees, (terminal ferroviari e di trasporto pubblico frontiere aeroportuali e marittime), nonché mirati controlli straordinari di sicurezza anche in ambito carcerario e presso gli scali “aeroportuali minori”, marittimi, ferroviari e di autobus.

Al contempo, Alfano ha firmato provvedimenti di espulsione nei confronti di cittadini stranieri che hanno evidenziato indicatori di pericolosità.

In particolare, dal 1° gennaio 2015 al  5 luglio 2016 sono state:

  • controllate 154.136 persone;
  • eseguite 2.717 perquisizioni su soggetti ritenuti contigui ad ambienti dell’estremismo religioso;
  • controllati 32.776 veicoli e i passeggeri di 344 navi individuate sulle rotte utilizzabili dai foreign fighters europei per recarsi in Siria o per ritornare in Europa;
  • tratte in arresto 531 persone;
  • indagate in stato di libertà 837 persone;
  • eseguite 99 espulsioni di soggetti evidenziatisi per il loro avanzato processo di  radicalizzazione o per aver fornito sostegno ideologico allo Stato Islamico. Tra loro anche 7 imam. Dal 2002 ad oggi, sono complessivamente 25 i predicatori islamici espulsi.

Inoltre, le DIGOS – ha aggiunto Alfano – hanno tratto in arresto dal 2015 ad oggi 55 persone coinvolte in indagini connesse al terrorismo internazionale. A queste vanno ad aggiungersi altre 28 persone arrestate dai reparti antiterrorismo dell’Arma dei Carabinieri. In tema di antiterrorismo, questa notte si è svolta a Roma l’esercitazione “Termini 2016” programmata per testare le procedure contenute nel “Protocollo Operativo del Piano nazionale per la gestione di eventi di natura terroristica”.

La simulazione, alla quale hanno partecipato i Comandanti Generali dell’Arma dei Carabinieri e della Guardia di Finanza, il responsabile del C.O.I, il responsabile del C.O.F.S. e i vertici nazionali dei VV.F e della Protezione Civile, è stata gestita dalla “Sala Crisi” del Dipartimento della Pubblica sicurezza e ha visto impegnati i reparti G.I.S., N.O.C.S. e C.O.F.S. presso l’area della stazione Termini.

“Abbiamo un’organizzazione di sicurezza sempre allertata – ha spiegato  il Ministro – e anche sul piano normativo, con le norme del ‘decreto antiterrorismo’ siamo in stato avanzato. Appartenere alla coalizione che combatte il terrorismo dal 2001, ha evidenziato, ci rende obiettivi come altri Paesi. Fin qui il sistema di prevenzione ha funzionato grazie anche al lavoro delle forze dell’ordine, ma il lavoro prosegue per rendere il Paese sempre più sicuro”.

Il Comitato ha, infine, espresso parere favorevole sulle modalità di attuazione del piano di impiego del contingente di 7.050 militari, appartenenti alle Forze Armate, nei servizi di vigilanza a siti e obiettivi sensibili che assicureranno la prosecuzione dell’“Operazione Strade Sicure” anche per il contrasto al terrorismo. Al Comitato hanno partecipato il viceministro, Filippo Bubbico, il capo di Gabinetto, Luciana Lamorgese, i Vertici nazionali delle Forze di Polizia e dello Stato Maggiore della Difesa e i responsabili dei Servizi di Intelligence.

GUARDA LA CONFERENZA STAMPA DEL VIMINALE

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