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Salone del libro: il tentativo torinese di riprendersi la Fiera

di Gabriele Cauda

“Domani avremo un’assemblea con gli altri soggetti che fanno parte della Fondazione del Libro, come i Ministeri, la Regione e Banca Intesa. L’intenzione è quella di procedere con un evento che sarà il 30° Salone del Libro nel 2017. Si lavorerà nei prossimi giorni a un nuovo format, che punti a includere più spazi in città, che sia di impronta fortemente culturale e che possa essere evidentemente diverso da quello che sembra essere il progetto che sta emergendo da Milano.” Questa è stata l’affermazione del sindaco di Torino Chiara Appendino durante il Consiglio Comunale del 28 Luglio, dove si è evidenziato ancora una volta l’intenzione della Città di Torino di non abbandonare il Salone del Libro.

Il giorno seguente presso il Palazzo della Regione Piemonte, il sindaco di Torino ha incontrato i rappresentanti della Fondazione del Libro alla presenza del Presidente Sergio Chiamparino, per discutere le linee generali dei lavori. Il 2 Agosto è stata indetta la prima riunione operativa per cominciare a raccogliere le idee, mentre in Consiglio Regionale verrà discusso nella settimana successiva lo Statuto della Fondazione, in modo da permettere ai nuovi soci di essere inseriti. L’obbiettivo è quello di arrivare a Settembre con un’idea precisa della manifestazione e convincere gli editori a sposare il progetto del nuovo Salone del Libro di Torino.

Si conclude una lunga vicenda istituzionale che nelle scorse settimane ha lasciato in sospeso il futuro di uno degli eventi culturali più importanti a livello nazionale. Tutto è iniziato con la riunione dell’A.I.E. del 26 Luglio, dove la maggioranza dei rappresentanti ha votato avviare un percorso in collaborazione con Fiera di Milano. Due sono le ragioni principali che hanno portato a questa scelta. Tramite la figura del presidente Federico Motta, l’A.I.E. già dallo scorso 12 Luglio rivendicava la volontà di essere più coinvolta direttamente nelle iniziative legate al Salone, in modo da creare una sinergia con altre fiere a livello nazionale. Inoltre, nelle ultime edizioni i costi dell’allestimento degli stand e gli scarsi ricavi non permettevano agli editori di rientrare nelle spese. Perciò, già dallo scorso 25 Febbraio l’A.I.E. aveva già avanzato l’idea di spostare il Salone a Milano.

Per venire incontro alle esigenze dell’A.I.E., il sindaco Appendino aveva comunicato in Consiglio di aver chiuso una trattativa di rinegoziazione dei canoni d’affitto del Padiglione 5, sede delle edizioni del Salone del Libro, a favore della Fondazione del Libro nei confronti di G.L. Eventi, ditta che ha acquisito la struttura. L’assessore alla Cultura di Torino Francesca Leon aggiunge: “Una convenzione del 1992 stabilisce che per 50 giorni all’anno il Comune ha in concessione il Padiglione 5 per organizzare eventi di interesse pubblico. Ciò prevede il semplice rimborso delle spese vive da parte del Comune di Torino e uno sconto del 50% sul prezzo di listino per soggetti terzi che usufruiscono del patrocinio della città”.

Alcuni editori indipendenti dissentono dalla decisione presa dall’A.I.E. e decidono di presentare le loro dimissioni da soci. Nella giornata successiva alla riunione 10 editori indipendenti lasciano l’associazione e confermano il loro appoggio a Torino. “L’A.I.E. ha tenuto un comportamento molto scorretto, – afferma Piero Fassino – raccontando anche non poche bugie. Hanno preso questa decisione senza comunicarlo a nessuno e hanno messo su la scenata di ascoltare proposte diverse per poi decidere se fare il Salone a Torino o a Milano”.

Nello sfondo di questa vicenda pesa anche la questione giudiziaria che ha colpito i padiglioni espositivi del Lingotto. Regis Faure, direttore generale di Lingotto Fiere e dirigente di G.L. Eventi, è finito sotto inchiesta dopo le intercettazioni di alcune telefonate tra lui e il dirigente di Bologna Fiere Antonio Buzzone. Su di loro grava l’accusa di turbativa di gara in occasione della proclamazione del bando per l’assegnazione del Salone 2016, che avrebbe decretato per il triennio 2016-18 la sede della manifestazione. Coinvolto nelle indagini anche il segretario della Fondazione del Libro Valentino Macri.

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