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Parlamento

Meteo, serve un Codice per diffondere dati corretti

 di Marta Donolo

Una delle ultime conferenze stampa alla Camera, precisamente il 3 Agosto 2016, è stata tenuta da Silvia Fregolent e ha riguardato la proposta di legge sulla metereologia, tema di rilevante interesse nazionale oltre che delicato argomento per il diffondersi sempre più di previsioni del tempo errate.

Attualmente le previsioni “scientifiche” sono svolte dall’Aerenoautica Militare, attraverso le figure degli “informatori”, “osservatori” e “previsori”, mentre la diffusa presenza di siti web che forniscono previsioni “fai da te” indipendenti contribuisce a svilire la scientificità degli enti che fanno analisi corrette. Le previsioni del tempo tramite Apps installate sugli smartphone, in particolare durante il periodo estivo, incidono sulle scelte delle persone, provocando danni economici e ricadute negative sulle città turistiche. Il 78% degli italiani, infatti, prenota le proprie vacanze online. L’informazione sbagliata dipende dal fatto che si tratta solitamente di previsioni di “lungo periodo”, a venti giorni, quando è noto che una previsione scientifica non può superare oltre le 72 ore.

Il primo firmatario della proposta di legge, il deputato Tiziano Arlotti, ha spiegato come, dopo un analisi dei sistemi legislativi di altri Parlamenti in materia di regolamentazione del meteo, si è arrivati alla conclusione che è importante svolgere audizioni con le categorie e i rappresentanti dei consumatori anche al fine di evitare class action per procurato allarme sul turismo, aiutando a vendere servizi di qualità; istituire sanzioni da parte dell’Autorità di autoregolamentazione; chiarire quali siano i requisiti professionali del meteorologo e utilizzare i servizi meteo delle ARPA regionali.

Le domande rivolte ad Arlotti hanno riguardato in particolare il cambiamento delle abitudini degli italiani, come la presenza di ferie corte e la facilità con cui si possono aprire siti web di previsioni meteo. Diventa fondamentale quindi capire dove vengono presi i dati, renderli pubblici dalle banche dati senza costi elevati e verificare chi certifica la professionalità del metereologo. Al momento la riqualificazione professionale di questa figura avviene attraverso i corsi delle università di Bologna, Roma, Firenze e L’Aquila. Per questo motivo, ha spiegato la Fregolent, è necessario coinvolgere sia la Commissione Attività Produttive che la Commissione Cultura, al fine di garantire una adeguata formazione della categoria. Per avere un Codice che disciplini la diffusione di dati metereologici corretti sembra dunque necessario cominciare dallo studio dei fenomeni atmosferici in modo serio. Secondo i dati Isfol, un metereologo impiegato nel settore civile guadagna tra i 25000 e i 50000 euro lordi l’anno. L’espansione della ricerca sul clima contribuisce certamente a creare posti di lavoro in questo settore ancora poco regolamentato. Oltre alla crisi, infatti, sembra proprio che sia il clima ad influire maggiormente sulla scelte delle vacanze di molti italiani.

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