La senatrice Raffaela Bellot raccoglie l’appello di Donazzolo – Presidente Confagricoltura Belluno – e deposita una interrogazione urgente, in accordo con le necessità espresse dagli allevatori bellunesi, in cui chiede un intervento del Governo.
Serpeggia infatti grosso malcontento e forte preoccupazione negli ambienti di Confagricoltura Belluno che ha deciso di chiedere l’intervento diretto a Roma della Bellot.
Mentre continua in provincia l’allarme per gli episodi di bluetongue, a un mese dall’accertamento dei primi casi, in sede Regione Veneto manca ancora una delibera che orienti e sostenga il piano vaccinale globale con un conseguente serio controllo del diffondersi dell’epidemia.
A Roma quindi la senatrice bellunese interroga direttamente il Ministro della salute e quello delle Politiche agricole, alimentari e forestali. Nel suo intervento in aula la Bellot chiede nell’ordine, che il Governo con urgenza accerti:
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l’adeguatezza e l’efficiacia degli interventi disposti dalla Regione Veneto per far fronte all’epidemia e prevenirne l’ulteriore diffondersi
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perchè il piano vaccinale non sia stato sin dall’inizio esteso anche ai capi bovini, portatori sani del virus
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se il ritardo negli interventi di vaccinazione e le modalità prescelte dalla Regione Veneto non abbiano configurato una violazione delle disposizioni comunitarie vigenti in materia.
“Non è chiaro a quale punto della filiera decisionale o perché si sia deciso di intervenire con i vaccini su alcuni capi e non su altri. Il virus continua a diffondersi creando non poche perdite e difficoltà ai nostri allevatori. E se è vero- continua la Bellot – che una parte di noi si sente al sicuro perché il virus non attacca l’uomo, è altresì vero che gli interventi di risposta non sono proporzionali alla necessità. I nostri allevatori vogliono risposte più efficaci e più chiare. Io, nel compito che mi spetta in qualità di Senatrice, chiedo al Governo che spinga per arrivare presto ad una soluzione migliore. Grazie a Dio non c’è contagio tra l’uomo, ma i danni di questa epidemia coinvolgono più gente e più economia di quanto si possa pensare.”