“I sondaggi danno tra il 65 e il 70 per cento di elettori che votano partiti che sono per il No e parlano di altro 25-30 per cento che sono con i comprati e venduti che diranno di Si'” questa la dichiarazione di Renato Brunetta al termine della conferenza stampa di presentazione del Comitato per il NO al referendum costituzionale del 4 dicembre, accompagnato dalla vice-presidente della Commissione lavoro Renata Polverini.
“Renzi sta verticalizzando la campagna referendaria. È lui da solo sui media e sui giornaloni a lui asserviti. Se lui suona le sue trombe noi dobbiamo suonare le nostre campane. Lui mette a disposizione del Sì Palazzo Chigi, il Pd, i poteri marci, la finanza; noi abbiamo il territorio, i lavoratori” ha aggiunto Brunetta.
Attacca poi la Rai e il premier Renzi a proposito dell’intervista di domenica su Rai Uno durante il programma di Massimo Giletti L’Arena: “la Rai e il presidente del Consiglio Matteo Renzi hanno violato palesemente la legge 22 febbraio 2000, n.28, recante ‘Disposizioni per la parità di accesso ai mezzi di informazione durante le campagne elettorali e referendarie e per la comunicazione politica’, meglio conosciuta come legge sulla par condicio. – tuona il capogruppo di Forza Italia dal suo profilo Facebook -Inquietante che la presidente Maggioni e il Dg Campo Dall’Orto non abbiano fatto nulla per evitare un illecito di questo tipo – ha aggiunto – Tutto ciò è insopportabile e inaccettabile. Un’ennesima violenza nei confronti dei cittadini che si dovranno esprimere liberamente al referendum costituzionale del prossimo 4 dicembre. Da domani agiremo in ogni sede, con denunce all’AgCom, alla Commissione di Vigilanza Rai e alla Procura della Repubblica per far in modo che simili schifezze non si possano ripetere e per chiedere da subito un immediato riequilibrio”.
Brunetta infine riprende la polemica sulla formulazione del quesito referendario che definisce una truffa e invoca il “ricorso al Tar contro il quesito del referendum costituzionale, una delle strade che democraticamente e legittimamente le forze politiche stanno perseguendo. Ci sono anche altri ricorsi in campo contro uno stato delle cose inaccettabile.”
Poi ancora sul servizio pubblico: “Stiamo vedendo l’indecente spot della Rai che, senza aspettare l’esito dei ricorsi presentati contro il quesito imbroglio, ha fatto dei promo – la chiamano, ingannando i cittadini, pubblicità istituzionale – se possibile ancor più spudorati del quesito che, fino a oggi, sembra quello che troveremo nella scheda. Anche per questo motivo sto pensando di ricorrere all’Osce, l’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa, affinché controlli, con propri osservatori, la correttezza di questa campagna referendaria italiana, e della votazione che ci sarà il 4 dicembre.”