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Parlamento

Social Compact, il piano di Sinistra Italiana e SEL

“Abbiamo depositato oggi il nostro SOCIAL COMPACT“. Lo ha annunciato, in conferenza stampa alla Camera, il capogruppo di Sinistra italiana-Sel, Arturo Scotto. Affiancato da Marco Furfaro, Stefano Fassina e Loredana De Petris (capogruppo Si-Sel al Senato), Scotto ha dapprima criticato “la pantomima di Padoan” sulla Nota di aggiornamento del Def, riferendosi alla diatriba con l’Ufficio parlamentare di bilancio, poi ha spiegato come occorra “mettere in campo una nuova serie di investimenti; non serve, come fa Renzi, dire quanto è cattiva l’Europa e poi non esercitare alcuna vera iniziativa che produca un cambiamento reale. Bisogna chiudere la stagione dei bonus e aprire la stagione degli investimenti”.

Subito dopo è intervenuto Furfaro, membro della segreteria nazionale di Sel e candidato alle ultime elezioni europee: “In questo Paese la differenza la fa la famiglia nella quale cresci, e questa non è solo un’ingiustizia sociale ma anche economica. Per questo abbiamo messo in campo un SOCIAL COMPACT”. Ovvero? “Investire soldi pubblici per creare a lavoro e mettere in sicurezza il territorio”, ha continuato Furfaro. E ancora: mobilità sostenibile e reddito minimo garantito, “che significa dare la possibilità a chi non ha lavoro o soldi per studiare di vivere in una condizione di dignità”

Un altro pilastro riguarda le partite Iva: Si-Sel propone di “ridurre l’aliquota contributiva dal 27 al 24%”. Poi, ci sono le questioni scuola e sanità: “In Italia ci sono studenti idonei non beneficiari, 40mila ragazzi e ragazze – ha detto Furfaro – che avrebbero diritto a una borsa di studio che le Regioni non possono finanziare perché non hanno soldi dallo Stato”. Mentre, per quanto riguarda la sanità, “occorre rivedere i livelli minimi di assistenza e sbloccare il turnover del comparto”.

Capitolo pensioni: “Ci sono milioni di italiani con pensioni da fame, abbiamo pensato a uno stanziamento per far sì che le minime arrivino almeno a 600 euro. In più – ha aggiunto Furfaro – pensiamo a un cambiamento radicale della riforma Fornero, chi fa lavori usuranti deve andar prima in pensione, mentre per tutti gli altri va stabilita la soglia massima di 65 anni”.

In ultimo, la questione abitativa e il diritto ad abitare: in Italia, ha spiegato l’esponente di Si-Sel, le banche hanno “198 miliardi di sofferenze lorde, 40 di queste sono crediti deteriorati a fronte dei quali ci sono garanzie immobiliari. Noi vogliamo fare in modo che attraverso un Fondo, da creare in Cdp, e acquistando crediti deteriorati, lo Stato possa dare la possibilità alle persone che vivono in quelle case di rinegoziare il debito. Per le case non abitate, invece, proponiamo di regalarle al patrimonio pubblico per inserirle nelle graduatorie”.

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