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Parlamento

Cosa prevede la legge sul caporalato approvata alla Camera

Già approvata in prima lettura al Senato, arriva oggi alla Camera il ddl sul Caporalato

E’ in discussione in queste ore alla Camera il disegno di legge di contrasto al caporalato proposto dal Governo Renzi con la firma dei Ministri Maurizio Martina e Andrea Orlando. Approvata senza modifiche in commissione, la nuova legge, attesa da almeno un quinquennio, prevede un rafforzamento delle norme penali, l’introduzione della confisca come per i reati di mafia e l’utilizzo dei proventi delle confische per indennizzo alle vittime. La definizione di capolarato viene data nel D.L. 13 agosto 2011, n. 138: l’art. 603-bis infatti, salvo che il fatto costituisca più grave reato, punisce “chiunque svolga una attività organizzata di intermediazione reclutando manodopera o organizzandone l’attività lavorativa caratterizzata da sfruttamento, mediante violenza, minaccia o intimidazione, approffittando dello stato di bisogno o di necessità dei lavoratori.” 

PENE FINO A OTTO ANNI

Il provvedimento riscrive il reato di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro, prevedendo la responsabilità diretta del datore di lavoro, la semplificazione degli indici di sfruttamento e la possibilità di commissariamento dell’azienda.  Il ddl prevede la pena della reclusione in carcere da uno a sei anni per chi commette il reato di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro approfittando dello stato di bisogno dei lavoratori. Qualora vi sia violenza e minaccia, inoltre, la pena aumenta da cinque a otto anni ed è previsto l’arresto in flagranza. In base a quanto disposto dalle nuove norme, vengono individuati come indice di sfruttamento la corresponsione ripetuta di retribuzioni difformi dai contratti collettivi e la violazione delle norme sull’orario di lavoro e sui periodi di riposo. Altri parametri che possono essere utilizzati per determinare lo sfruttamento sono le violazioni in materia di sicurezza nei luoghi di lavoro, la sottoposizione a metodi di sorveglianza o situazioni alloggiative degradanti. Inoltre si aggiunge la possibilità per il Gip di disporre, al posto del sequestro, il controllo giudiziario dell’azienda presso cui è stato commesso il reato.

QUASI MEZZO MILIONE DI SFRUTTATI IN ITALIA

Secondo il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, si legge oggi sull’Unità:

“Sarebbero stati accertati 713 casi di interposizione di manodopera/caporalato e 186 violazioni della normativa sull’orario di lavoro. Sarebbero anche stati riqualificati 82 rapporti di lavoro e individuati 35 minori impiegati irregolarmente. Infine, sarebbero stati adottati 459 provvedimenti di sospensione dell’attività imprenditoriale. Dati importanti che si sommano a quelli del rapporto Agromafie e caporalato della Flai CGIL del 2016 secondo il quale vi sarebbero 430mila persone sfruttate in Italia.”

Molte le richieste di un’approvazione definitiva immediata da parte di tutte le sigle sindacali, con Cgil e Cisl in testa per voce di Susanna Camusso e Annamaria Furlan. Anche l’associazione antimafia Libera di Don Luigi Ciotti spinge per il si’ urgente al provvedimento. Nel mondo agricolo la Coldiretti ha ribadito la necessità di dare il via libera a una norma che salvaguarda anche migliaia di imprese in regola.

Aggiornamento:

In serata è arrivato l’okay definitivo al disegno di legge. I voti a favore sono stati 336, nessun contrario, gli astenuti sono stati 25 (Forza Italia e Lega). Al momento del voto erano in Aula i ministri dell’Agricoltura della Giustizia e dell’Ambiente, Martina, Orlando e Galletti.

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