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Aggressioni ai giornalisti, dossier in Senato. Le parole di Grasso

Il presidente del Senato, Pietro Grasso è intervenuto in favore dei giornalisti vittime di querele e intimidazioni nel corso della presentazione del dossier ‘Taci o ti querelo! Gli effetti delle leggi sulla diffamazione a mezzo stampa in Italia’ alla Sala Koch di Palazzo Madama.

L’occasione arriva per la Giornata internazionale per mettere fine all’impunità per i reati compiuti contro i giornalisti, ricorrenza internazionale, indetta dalle Nazioni Unite “che testimonia come la completa libertà di stampa sia una esigenza globale cui prestare la massima attenzione”.

I numeri forniti da Ossigeno (OSservatorio Su Informazioni Giornalistiche E Notizie Oscurate) durante l’evento restituiscono un quadro allarmante: nel biennio 2014-2015, siano stati inflitti 103 anni di carcere in totale a 155 giornalisti. Quasi nessun giornalista finisce poi effettivamente in carcere “ma anche solo subire una condanna di questo genere – ha ammonito Grasso – è profondamente lesivo della libertà di espressione, diritto universalmente riconosciuto. Mi colpisce inoltre che ogni anno si registrino numeri davvero spropositati di querele infondate.” Secondo i dati del Ministero relativi al 2015 infatti sono state infondate 5125 querele, circa il 90% di tutte quelle a carico dei giornalisti.

ossigeno

I dati nello specifico sono consultabili in questa tabella.

Il presidente del Senato ha anche sottolineato “l’impegno di Ossigeno per l’informazione, di anno in anno più forte e autorevole”, riconoscendo il ruolo di faro sulle storie “degli oltre trentamila giornalisti italiani che hanno subito intimidazioni; dei tremila che sono stati minacciati; dei trenta che vivono sotto scorta solo per aver raccontato verità scomode. Siete un pungolo per l’opinione pubblica, che ha bisogno di conoscere queste storie per poter sostenere uomini e donne che svolgono un altissimo servizio al nostro Paese; lo siete – ha sottolineato – anche per la politica e le istituzioni che da molti anni discutono sulle soluzioni più appropriate per tutelare la libertà di stampa, il diritto all’informazione e quello alla privacy ma che non riescono a determinare il cambiamento auspicato e necessario”. Il dossier ‘Taci o ti querelo’ “è una piccola ma importante conquista, soprattutto se guardata in prospettiva: ci consente infatti di analizzare gli effetti della legge sulla diffamazione a mezzo stampa a partire da dati reali raccolti in 139 tribunali italiani”, ha proseguito Grasso.

“Il Ministero della Giustizia ha fornito, per la prima volta, degli elementi oggettivi sui quali soppesare le nostre riflessioni e sui quali calibrare le azioni che andranno intraprese. Sono davvero convinto – ha spiegato il presidente del Senato – che con un monitoraggio costante, e attraverso le comparazioni che potremo svolgere in futuro proprio a partire da questi dati, saremo ancora più capaci di rispondere in modo concreto e incisivo alle insidie che minano il rapporto tra informazione e potere”.

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