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#Ilsilenzioèdolo arriva anche a Montecitorio. La storia di Benedetto Zoccola raccontata da Ismaele La Vardera

di Silvia De Marchi

Benedetto Zoccola entra a capo basso nella sala stampa di Via della Missione 4; ha 34 anni ma gliene avrei dato qualcuno in più; è il vice sindaco di Mondragone ed è impegnato in prima linea contro la camorra da quando, nel 2012, ha ereditato un appezzamento di terra e si è rifiutato di pagare il pizzo sulle sue nuove proprietà.

whatsapp-image-2016-11-03-at-17-14-16Alzando la testa e rifiutando di pagare 50.000 euro Benedetto ha subìto di tutto.

È stato rapito, portato in un luogo isolato e picchiato, minacciato di morte e rinchiuso nel cofano di una macchina. Una bomba è stata fatta deflagrare sotto casa sua, un ordigno addirittura in ufficio; quest’ultimo lo ha reso cieco a un occhio e sordo a un orecchio.

Oggi è venuto in Parlamento, nel cuore delle istituzioni, ospite dell’on. Davide Mattiello della Commissione Antimafia,per raccontare in una conferenza stampa affollatissima, la sua storia e chiedere che gli sia riconosciuto lo status di testimone di giustizia.

Mondragone è un paese di 30.000 abitanti dove, solo lo scorso 25 maggio sono stati arrestate in una maxi operazione 51 persone e altre 18 sono state indagate. Fate voi le proporzioni. Un territorio difficile, «a Mondragone se tu non ti occupi della camorra lei si occupa di te» dice il giornalista del Le Iene Ismaele La Vardera che ha lanciato su Change.org questa petizione per aiutare Benedetto.

Sulla storia di Benedetto Zoccola, sotto scorta dal 2012, è stato scritto anche un libro, che porta la prefazione di Roberto Saviano e che farà il giro di tanti licei e istituti superiori, perché quello che è accaduto a lui ci riporta saldamente al paese reale, un paese che non ha bisogno di eroi, ma di cittadini con la schiena dritta, incapaci di convivere con la puzza del compromesso. E come giustamente ricorda Mattiello dobbiamo smettere di invocare lo Stato e pensarlo come un interlocutore, perché lo Stato siamo proprio noi.

Oggi lui ha chiesto di non essere solo, ha chiesto allo Stato di fare un pezzo di strada insieme, di non farlo sentire abbandonato; allora raccontare quello che è successo al cittadino Benedetto Zoccola significa proprio riconoscersi cittadini di uno Stato di diritto, che crede nella legalità e la persegue in tutte le Mondragone d’Italia.

Video di Rogero Fiorentino

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