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Democratici e Progressisti: quali numeri in Parlamento?

E’ Articolo 1 – Movimento democratici e progressisti il nome del nuovo partito che nasce dalla scissione degli ex-esponenti del Pd, presentato oggi a Roma alla Città dell’Altra Economia.

“L’articolo 1 della Costituzione, ‘L’Italia è una Repubblica fondata sul lavoro’, è il tratto identitario più bello della nostra comunità. Noi siamo questo, è il nostro simbolo, il nostro progetto per l’Italia” ha dichiarato Roberto Speranza durante la presentazione del nuovo soggetto politico.  “In questi anni abbiamo vissuto una frattura tra il popolo e la sua rappresentanza sul lavoro, la scuola e l’ambiente. Basta – ha esclamato l’ex-capogruppo PD – è il momento di ricucire quella frattura creata dal Jobs act, dalla Buona scuola e dal referendum del 4 dicembre, dando vita a un Movimento largo che vuole connettere e unire anziché dividere”.

“Ho lasciato il Pd perché ritengo esaurita quella prospettiva centrosinistra, perché il Pd ha snaturato la sua natura, ha fatto politiche che poco hanno a che fare con il centrosinistra” esclama Enrico Rossi. “Noi siamo qui perché abbiamo un avversario, che è la destra e la deriva populista, e la battiamo solo costruendo una sinistra. Non si vince qualificandosi nè di destra nè di sinistra, o con politiche neo-reaganiane.”

Ma su quali numeri in Parlamento potrà contare il gruppo degli “scontenti” del PD, in polemica con le politiche e la gestione del partito portati avanti da Matteo Renzi? Speranza trova sponda sui deputati Danilo Leva, Nico Stumpo, Gugliemo Epifani, Davide Zoggia, Eleonora Cimbro, Paolo FontanelliFilippo Fossati e Tea Albini mentre Stefano Fassina rimane in Sinistra Italiana ma parla di “collaborazione”. Lontani dal palcoscenico ma tra i principali autori del progetto politico, Pierluigi Bersani e ovviamente Massimo D’Alema. Stretta l’alleanza con Arturo Scotto che lascia SI e porta con sè il vice-presidente della regione Lazio Massimiliamo Smeriglio. In arrivo da Alternativa Libera Massimo Artini, in dubbio Enzo Lattuca, rimane invece nel PD Giuseppe Lauricella. Al Senato, incassato il No di Corradino Mineo e Walter Tocci, sicuri sono Carlo Pegorer, Miguel GotorPaolo CorsiniMaurizio MigliavaccaDoris Lo Moro Claudio Micheloni.

Non tutti i nomi sono ancora noti, ma in definitiva i numeri dovrebbero assestarsi sui 30 deputati e circa 12 senatori. Meno di quanto i fondatori sperassero, ma più che sufficienti a creare i gruppi parlamentari. Ora la battaglia è sui nomi dei capigruppo: i papabili sono Francesco Laforgia alla Camera e Cecilia Guerra o Gotor al Senato

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