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Il dl Minniti passa al Senato, posta la fiducia

Oggi al Senato è stato approvato con voto di fiducia il disegno di legge di conversione del decreto-legge del 17 febbraio 2017, n. 13, recante disposizioni urgenti per l’accelerazione dei procedimenti in materia di protezione internazionale, nonché per il contrasto dell’immigrazione illegale, il cosiddetto decreto-legge “immigrazione” di competenza del Ministro dell’Interno Marco Minniti. Hanno rinnovato la fiducia al Governo 145 Senatori, superando ampiamente la soglia di 127 indicata per la maggioranza; si sono espressi contrariamente 107 Senatori e si registra un astenuto.

Il provvedimento rappresenta un tentativo concreto di affrontare con misure strutturale le criticità che mettono a serio rischio l’efficacia delle risposte attuali sul tema dell’immigrazione. Infatti, questo fenomeno non può più essere considerato solo una questione emergenziale, poiché è ormai di portata epocale: nel 2016 in Italia sono arrivate circa 180mila persone, (lo 0,3% della popolazione italiana) che fuggono da guerre, violenza o, nel migliore dei casi, da povertà e miseria.

I punti chiave del decreto-legge riguardano la necessità di imprimere una forte accelerazione ai procedimenti in materia di protezione internazionale e quella di velocizzare le procedure di identificazione degli immigrati e di assicurare un’adeguata e diffusa accoglienza. Su quest’ultima questione, il decreto interviene potenziando le procedure amministrative davanti alle commissioni territoriali e prevedendo che l’eventuale fase giudiziaria sia affidata a sezioni specializzate che decidono con decreto non reclamabile. È prevista pertanto che le sezioni specializzati siano diffuse in modo capillare sul territorio, istituite presso i tribunali ordinari di ogni Corte di Appello.

Inoltre, sono state poste le basi per accelerare le procedure di identificazione dei cittadini stranieri rintracciati in posizione di irregolarità sul territorio nazionale o soccorsi nel corso di operazioni di salvataggio in mare e si è potenziato il sistema di accoglienza, con la diffusione, su tutto il territorio nazionale, dei centri di permanenza per i rimpatri, gli ex centri di identificazione ed espulsione (CIE), di cui va modificata, oltre alla denominazione, la normativa di riferimento e soprattutto la gestione.

Fra le altre novità, è particolarmente significativa il punto che prevede la partecipazione dei richiedenti protezione internazionale a attività di utilità sociale, per dare la possibilità di iniziare tempestivamente il percorso di integrazione sul territorio. Un ordine del giorno approvato nella competente Commissione ha impegnato il Governo (e il Parlamento per quanto di sua competenza) alla regolamentazione dei flussi regolari, rivisitando la disciplina degli hot spot (introdotti con la cosiddetta legge Puglia del 1995), e a una trasformazione effettiva degli ex CIE. Restano ancora aperti alcuni aspetti, tra i quali ad esempio l’abrogazione del reato di clandestinità su cui si registra un ritardo poco giustificabile. Il provvedimento passa ora alla Camera per il via libera.

 

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