Connect with us

Hi, what are you looking for?

Editoriale

Qualche riflessione sui sessant’anni d’Unione

di Giuseppe Maraventano

Lo scorso sabato a Roma, in occasione della celebrazione del 60° anniversario dei Trattati di Roma, i 27 capi di Stato e di Governo e i Presidenti delle istituzioni europee hanno firmato la Dichiarazione di Roma. La Dichiarazione ha tracciato i risultati raggiunti dall’Ue, ha presentato le sfide attuali e ha stabilito la responsabilità, per tutti e 27 i Paesi, di agire in favore dell’Unione. Intanto, il 1° marzo, la Commissione ha introdotto il Libro bianco sul futuro dell’Europa, tracciando cinque possibili scenari che l’Ue a 27 potrebbe vivere da oggi al 2025.

Indubbiamente, per una comunità, sei decenni non sono molti, ma per gli studiosi sono sufficienti per analizzare quanto è stato fatto.

Siamo cittadini di una società pacifica, e questo lo dobbiamo proprio all’Unione che ha garantito al nostro continente di vivere il periodo di pace e stabilità più lungo della sua storia. A dare il via a questa fase di continuità sono state le iniziative d’integrazione economica del 1957, anno di nascita della Comunità economica Europea (CEE) e della Comunità europea dell’energia atomica (Euratom).

La pace garantisce la democrazia, l’integrazione e lo sviluppo. Tuttavia, niente di tutto ciò si sarebbe raggiunto senza obiettivi e valori comuni. La cooperazione è stata/è/e deve essere al centro del nostro lavoro.

Ma non bisogna soltanto richiamare i valori indicativi e i momenti storici del processo d’integrazione europea. Nel corso di questi ultimi anni mura sono state costruite e barriere innalzate; crisi economica e disoccupazione hanno colpito molti Paesi dell’Unione, con conseguente, e inevitabile, sfiducia nelle istituzioni; e non possiamo non menzionare la brexit: il 29 marzo è stata consegnata alla UE la lettera di notifica dell’attivazione della procedura di uscita del Regno Unito dall’Unione entro i prossimi due anni, firmata dal Primo ministro Theresa May. È evidente che qualcosa in questa nostra Comunità non ha funzionato.

Oggi l’Europa appare quasi ripiegata su se stessa. Spesso consapevole, nei suoi vertici, dei passi da compiere, eppure incerta nell’intraprendere la rotta. Come ieri, c’è bisogno di visioni lungimiranti, con la capacità di sperimentare percorsi ulteriori e coraggio”, ha dichiarato il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, intervenendo alla celebrazione dei Trattati di Roma.

È doveroso, dunque, guardare al futuro con speranza. Proprio quello che hanno fatto i giovani dell’organizzazione italo-tedesca Villa Vigoni e United Europe, presentando il Manifesto di Roma: iniziativa ambiziosa e ricca di proposte per rilanciare l’Ue. Evidenziando l’incapacità dell’attuale struttura europea nell’affrontare le sfide del nostro tempo, il progetto propone una nuova costituzione e una netta separazione dei poteri, sia tra l’Unione e gli Stati membri sia tra le istituzioni dell’Unione stessa. Una Unione Federale Europea, insomma, che sosterrebbe e garantirebbe valori e diritti come la libertà, la dignità e la sicurezza per tutti i cittadini europei.

Il vero messaggio che dobbiamo dare è che abbiamo imparato la lezione e che l’Unione sceglie di ripartire perché sappiamo imparare dai nostri sbagli. Lunga vita alla nostra Unione europea”, ha commentato il premier Gentiloni, aprendo la cerimonia dei Trattati.

Bisogna, pertanto, mettersi al lavoro. Del resto, abbiamo compiuto soltanto 60 anni.

 

Click to comment

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Leggi anche ...

++++

Il grido di dolore della conduttrice radiofonica ed opinionista televisiva Emanuela Falcetti: “Qualcuno mi spieghi perché le bombole per l’ossigeno in molte zone d’Italia si...

In evidenza

Oggi in apertura di seduta, prima delle comunicazioni del premier Mario Draghi in vista del Consiglio europeo, il presidente della Camera Roberto Fico ha...

Esteri

“I vaccini a mRNA contro il Covid-19 potrebbero essere pericolosi a lungo termine?”. Per trovare una risposta alla domanda che si stanno facendo in...

CULTURA

E’ la svendita di un patrimonio architettonico e artistico inestimabile, un altro tassello del depauperamento del patrimonio capitolino. Palazzo Odescalchi, una delle espressioni più...

Copyright © 2015 EcodaiPalazzi.it