Al Senato passa il decreto terremoto sul quale il Governo ha posto la questione di fiducia. Con 153 voti favorevoli, il decreto diventa definitivo visto che non ha subito modifiche rispetto alla versione licenziata dalla Camera. Nel pomeriggio gli esponenti di Forza Italia, avevano organizzato una conferenza stampa presso la “sala Nassirya” del Senato per esprimere il proprio disappunto: “Il terzo decreto legge sul terremoto, contiene misure inadeguate” avevano detto.
Dalla senatrice Paola Pelino, al vicepresidente della commissione Bilancio Andrea Mandelli, tutti concordi sulla necessità di apportare dei miglioramenti al decreto. Risultato impossibile con la questione di fiducia posta dal Governo Gentiloni. Eppure modifiche migliorative forse erano necessarie per migliorare, ancor più, le condizioni generali dei terremotati. Gli eventi sismici hanno infatti peggiorato la crisi economica già preesistente e come si ricorderà i cittadini delle zone colpite dalla calamità, proprio recentemente, avevano manifestato davanti Montecitorio.
Contro il decreto anche il Coordinatore Regionale Fi Marche Remigio Ceroni, che evidenzia come “a distanza di sette mesi la ricostruzione non ancora è iniziata e i sopralluoghi sono in netto ritardo”.
“Il senso di disorientamento tra i cittadini colpiti dal sisma regna sovrano” ha sottolineato – invece –Guido Castelli sindaco di Ascoli Piceno. A coordinare i lavori era stato il capogruppo a Palazzo Madama Paolo Romani, puntando il dito contro la burocrazia che sta bloccando tutto.
Nessun decreto sembra essere all’altezza di questa emergenza. D’altronde per un sisma disastroso e violento, era necessario un provvedimento altrettanto eccezionale.
