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Commissione Inchiesta Banche, ok dal Senato

Approvato in settimana nell’Aula del Senato il ddl per la Commissione parlamentare d’inchiesta sul sistema bancario e finanziario. Il provvedimento è stato approvato con 167 sì, 4 no e 40 astenuti. Si sono astenuti M5S, Si e alcuni senatori del gruppo Misto. Oltre alla maggioranza, hanno dichiarato il proprio voto a favore Fi, Lega e Ala. Nel gruppo di Ap Pier Ferdinando Casini non ha partecipato al voto e Maurizio Sacconi ha dichiarato il proprio voto contrario. Il ddl passa all’esame della Camera, ma l’iter di approvazione dovrebbe essere relativamente rapido.

Il ddl introduce una commissione bicamerale d’inchiesta che sarà composta da venti senatori e venti deputati e dovrà concludere i propri lavori entro un anno dalla sua costituzione con una relazione intermedia dopo sei mesi o comunque entro l’attuale legislatura. Il fulcro del provvedimento è rappresentato dall’articolo 3 che fissa i compiti della commissione a partire dalla verifica degli effetti della crisi finanziale globale sul sistema bancario e della gestione degli istituti bancari che sono rimasti coinvolti in situazioni di crisi o di dissesto e sono stati o sono destinatari, anche in forma indiretta, di risorse pubbliche o sono stati posti in risoluzione.

La verifica sulle banche riguarderà, fra le altre, criteri di remunerazione dei manager, operazioni in possibile conflitto d’interesse, la correttezza nella allocazione di prodotti finanziari e nella informazione agli investitori. Faro della commissione anche sulla efficacia delle attività di vigilanza sul sistema bancario e sui mercati finanziari e sulla adeguatezza della disciplina legislativa nazionale ed europea sul sistema bancario e finanziario.

La commissione Finanze è arrivata a proporre un unico testo a partire da 13 proposte via via depositate sia dall’opposizione che dalla maggioranza a partire dal 2015 e dopo aver svolto due indagini conoscitive in materia. Solo due le modifiche approvate dall’assemblea al provvedimento approvato dalla commissione Finanze lo scorso 28 febbraio: la prima prevede che la conclusione dei lavori della commissione d’inchiesta avvenga comunque entro l’attuale legislatura mentre la seconda prevede una ‘autodichiarazione’ dei componenti nel caso abbiano ricoperto «incarichi di amministrazione e di controllo» negli istituti oggetto dell’inchiesta. Non è stato approvato l’emendamento sulle cosiddette ‘porte girevoli’, anche se il relatore Mauro Maria Marino (Pd) ha invitato il presentatore Giuseppe Vacciano (Misto) a «fare una battaglia assieme» per introdurre la misura nell’ordinamento.

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