Dopo il ricorso straordinario presentato dal Consiglio Nazionale dei Geologi al presidente della Repubblica Sergio Mattarella, il ministero della Difesa ha approvato con decreto ministeriale (del 28 febbraio 2017 e pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 29 aprile 2017), la disciplina degli aspetti tecnici e procedurali relativi all’organizzazione del servizio di bonifica del territorio nazionale da ordigni esplosivi residuati bellici e delle attività di sorveglianza e vigilanza, nonché delle disposizioni relative alla formazione del personale incaricato alla ricerca e allo scoprimento di ordigni bellici inesplosi.
Il decreto ministeriale abroga il precedente, emanato dal Ministro della difesa lo scorso 1° giugno 2016 e all’articolo 7 stabilisce i soggetti abilitati alla bonifica preventiva degli ordigni bellici nei cantieri in cui sono previste attività di scavo. Tra i tecnici competenti alla verifica degli ordigni bellici inesplosi, ci sono i professionisti in possesso di una laurea di tipo tecnico scientifico, tra i quali fanno parte anche i geologi.
Si tratta di un importante riconoscimento della professionalità dei geologi: con l’accoglimento del ricorso presentato dal CNG è stata riconosciuta la competenza della categoria nella bonifica e nella ricerca degli ordigni bellici inesplosi.
