“Un magistrato parla per atti e non per sospetti o per ipotesi e illazioni”. Così Emma Bonino, ex-ministro degli Esteri, al convegno ‘La grande bugia delle navi-taxi. Le Ong e il soccorso in mare‘ che si è svolto al Senato riferendosi alle dichiarazioni del procuratore di Catania, Carmelo Zuccaro.
“Le prove – sostiene Bonino – non servono al bar o in pizzeria. Quando ero piccola mi hanno insegnato che servono in Tribunale”. “Per mesi le Ong hanno subito il discredito, osserva l’ex-ministro degli Esteri, “e nessuno pagherà per questo”. Il soccorso in mare “è un dovere”, ricorda aggiungendo che tutto quel che sta accadendo “manipolato politicamente, serve evidentemente a non affrontare con serietà il problema vero che non ha soluzioni semplici – pensiamo alla stabilizzazione della Libia – e che conferma che la mobilità globale è un dato strutturale”.
Quindi il problema non sono le Ong, “ma trovare soluzioni per l’accoglienza e l’integrazione”. Una atmosfera “mefitica”, fatta di “sospetti e discredito” non aiuta, insiste Bonino facendo riferimento al blitz anti migrati delle forze dell’ordine a Milano: “una retata contro 56 cittadini stranieri, poi tutti rilasciati. Perché essere poveri, per ora, non è ancora reato in Italia”. Ecco, “tutto questo crea un’atmosfera di odio e tensione a cui dobbiamo assolutamente reagire prima che sia troppo tardi”, conclude.
Dello stesso avviso il senatore Luigi Manconi, organizzatore della conferenza stampa in Senato: “Il procuratore di Catania dice di non avere le prove dei rapporti tra Ong e trafficanti ma per due mesi si è creato un conflitto ideologico che sta mettendo sotto accusa l’idea e la pratica del salvataggio in mare, il concetto del soccorso di esseri umani”.