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"Continuo a chiedermi se Falcone fu ucciso solo da Cosa nostra"

“A un giovane che volesse sapere cosa è stata la trattativa Stato-mafia “farei leggere la sentenza definitiva di Firenze del processo sulla strage dei Georgofili, nella quale sono ricostruiti fatti e comportamenti definiti come ‘trattativa’, anzi, come ‘trattative’ essendone emerse più di una“. Lo ha detto il presidente del Senato, Pietro Grasso, ex procuratore nazionale antimafia, in una intervista al Messaggero. “Cosa Nostra è un’organizzazione che ha sempre cercato i contatti con lo Stato perché la forza della mafia deriva dalle risorse, dagli affari, dagli appalti pubblici. Provenzano nutriva dubbi sull’opportunità di eliminare i politici perché uccidere i propri interlocutori non gli pareva poi una grande idea. Uccidere i magistrati è una cosa, poter ricattare lo Stato per rinverdire un’alleanza alimentata dai reciproci favori, un’altra. Il problema è che questioni del genere vanno provate in aula: c’è un processo in corso da tempo, aspettiamo di vedere come finirà”, ha detto la seconda carica dello Stato.

Il meccanismo di Cosa Nostra è semplice: io ti faccio un danno -ha spiegato Grasso – perché tu debba poi venire da me a chiedermi protezione. Non vengo a estorcerti il pizzo o a chiedere un’elemosina, ma creo il bisogno. Metto in piedi una strage in maniera che poi qualcuno a vario titolo mi preghi di smetterla. Mori, che rappresentava una parte dello Stato, prova a interloquire“.

E cosa gli rispondono?Non smettiamo se prima non abbiamo garanzie dalla politica. Ma i morti in Continente sono occasionali, non cercati. Il passaggio successivo, la strage indiscriminata, è una minaccia che non viene attuata. Il telecomando di Spatuzza, allo Stadio Olimpico, non funziona. I carabinieri si salvano e a Spatuzza nessuno chiederà più di ritentare. Si disse che il telecomando non funzionò, anche se oggi sappiamo che già allora esistevano tecnologie capaci di interferire e neutralizzare un congegno elettronico a distanza“.

In un’altra intervista concessa a Repubblica, il presidente del Senato ha risposto a una domanda sulla morte di Giovanni Falcone; fu solo mafia?Continuo a chiedermelo. Perché – ha osservato -abbiamo tanti punti che sono stati accertati e che danno l’idea di una qualche presenza esterna oltre alla mafia, che per certo si è occupata delle stragi sul piano operativo. Ma prendiamo alcuni elementi. Nel febbraio ’92 c’era un commando a Roma che aveva l’incarico di uccidere Giovanni, però fu richiamato da Riina in Sicilia. E poi organizzarono l’esplosione sull’autostrada. Se pensiamo a certe presenze nella fase preparatoria dell’omicidio Falcone e ad alcune presenze, esterne a Cosa nostra, emerse nelle indagini sull’omicidio Borsellino, ci sono elementi sui quali riflettere. Purtroppo al momento mancano i riscontri per portare a un accertamento giudiziario: io però non perdo mai la speranza e spero che prima o poi si possa raggiungere almeno la verità storica“.

Il 25 maggio ricorre il 25° anniversario della Strage di capaci e Via D’Amelio ed, oggi 18 maggio, Giovanni Falcone avrebbe dovuto compiere 78 anni.

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