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Editoriale

Marco Pannella, cosa rimane a un anno dalla morte?

Noi siamo diventati radicali perché ritenevamo di avere delle insuperabili solitudini e diversità rispetto alla gente, e quindi una sete alternativa profonda, più dura, più “radicale” di altri

(Marco Pannella)

Il 19 maggio del 2016 ci lasciava Marco Pannella, stroncato da un tumore ai polmoni e uno al fegato, all’età di 86 anni. La notizia arrivò da Radio Radicale che trasmise il Requiem di Mozart seguito dall’annuncio della sua morte.

Pannella è stato tra i più longevi protagonisti della politica italiana, da sempre legato al Partito radicale che ha fondato nel 1956, fresco di laurea in Giurisprudenza all’Università di Urbino, con Ernesto Rossi, Leo Valiani, Mario Pannunzio ed Eugenio Scalfari. Il suo lascito politico, frammentato e litigato, è ormai senza eredi degni.

“Un uomo che ha  portato la voce del Paese nei Palazzi – scrisse di lui nostro direttore Alessandro Massari che lo conosceva bene -, facendo poi il percorso inverso per far conoscere cosa accadeva nei Palazzi. Per arginare la sua sparuta compagnia si modificarono i regolamenti parlamentari, si  contingentò il tempo di parola per impedire discorsi interminabili dal chiaro intento ostruzionistico, ma nel pieno rispetto delle regole. Pazzo di libertà, approfittò della  liberalizzazione delle frequenze radioFece collegare radio aula ad un telefono e trasmise dai microfoni di Radio Radicale le sedute. Aveva conquistato la trasparenza delle istituzioni.”

Pazzo di libertà, hai lasciato un segno che riemergerà, come da un fiume carsico, ogni volta che sarà necessario. Hai creduto nel popolo, nella sua naturale intelligenza, nella sua onestà. Anche chi non ne ha il coraggio sa bene che abbiamo una missione in questa vita imprevedibile, fare quel che è doveroso perché possa accadere il possibile, abbandonando il comodo, banale probabile.”

Questa mattina alla Camera si terrà un’iniziativa dal titolo “Quattro generazioni ricordano Marco Pannella” a cui parteciperanno Giorgio Napolitano, Gianfranco Spadaccia, Stefano Folli e Antonella Soldo. Memori della grandi battaglie civili, condotte in più decenni a favore dei diritti dei detenuti, e grazie alla disponibilità del Dipartimento dell’amministrazione penitenziari, prenderanno parte all’evento anche quattordici detenuti della Casa circondariale di Roma RebibbiaL’appuntamento, moderato da Maurizio Caprara, sarà trasmesso in diretta webtv.

Vi proponiamo il video di Rai Storia, andato in onda nel 2003, sul Novecento secondo Pannella: ripercorre i passaggi più significativi della sua vita e della sua lunga e totalizzante attività politica.


 
 

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